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    Radio K55

Cronaca

Bikini, due pezzi di libertà

today04/07/2023 16

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Una novità esplosiva. 1946, 5 luglio; gli stilisti francesi Louis Reard e Jacob Heim se ne uscirono con modello di costume femminile per il mare che fece storia. Stiamo parlando del bikini cui non a caso fu dato il nome dell’atollo del Pacifico dove in quell’anno gli Usa fecero i primi esperimento di esplosione della bomba atomica. Bikini o anche più semplicemente il due pezzi, consisteva nell’aver eliminato dal costume normale la parte di stoffa che copriva davanti la pancia e dietro la schiena.

Inutile dire che nell’immediato dopoguerra, fece un tale scalpore che al debutto per presentarlo indossato, Reard ed Heim dovettero ingaggiare una spogliarellista del Casino De Paris, perché le modelle professioniste si rifiutarono di indossare quel costume che tanto  faceva pensare alla biancheria intima, slip e reggiseno. Insomma tra la resistenza delle madri di famiglia ad indossarlo, la gelosia maschile anni ’40, il divieto addirittura ad indossarlo di diverse spiagge in Portogallo, in Spagna nelle spiagge atlantiche della Francia e anche in Italia, insomma agli inizi non fu vita facile tanto che fu vietato anche al concorso di Miss Mondo. Anche negli Usa non venne bene accolto. Ci vollero una quindicina d’anni per farlo accettare  generalmente.

A dargli una mano accorse quasi subito il mondo cinematografico con le proprie pin-up che lo indossarono, dalla Francia Brigitte Bardot che nel ’53 lo  lanciò in costa azzurra e poi le star hollywoodiane come Marylin Monroe fin dal celeberrimo scatto del ’46e poi via tutte le altre.

Certo a voler essere  donne con il due pezzi si trovano anche nei famosi mosaici di Pietra Almerina, oppure delle rifugiate ebree dai campi nazisti al Salento, ove si cucivano da sole vestiti e anche  i costumi e guarda caso in due pezzi.

Insomma il bikini conquistò prima o poi le spiagge di tutto il mondo, anche come simbolo di emancipazione della donna, se ci si passa il paragone, come fece la minigonna di Mary Quant. Non si tratta di scoprire qualche centimetro quadrato di pelle in più, ma della libertà della donna di poter decidere di vestirsi come vuole al mare come in città. E oggi che  è la 77a Giornata mondiale del Bikini,  si celebrano non solo quei due pezzetti di stoffa, ma anche i diritti delle donne di indossarlo senza dover rendere conto a padri, mariti, compagni  e altri maschi vari.    

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