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Politica

Dubai: Cop 28, due settimane per evitare il precipizio

today30/11/2023 7

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Oggi Simon Stiell, segretario esecutivo delle Nazioni Unite per il clima, ha inaugurato l’annuale Conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici. Nel ricordare che il 2023 è stato “l’anno più caldo di sempre per l’umanità e che sono stati battuti così tanti record terrificanti”, Stiell ha avvertito che siamo sull’orlo di un precipizio sul fronte climatico, aggiungendo che se non decidiamo la fine dell’era dei combustibili fossili così come la conosciamo, accettiamo il nostro declino terminale. E scegliamo di pagare con la vita delle persone. E su questo stesso tono è l’intervento di domani di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, che ha dichiarato come il tempo di rallentare è finito. La Cop28, dice, dovrebbe puntare a una reale eliminazione graduale dei combustibili fossili, per evitare il disastro totale verso cui si dirige l’attuale traiettoria. 

La partecipazione di 70mila delegati alla conferenza sulla crisi climatica in rappresentanza di quasi 200 paesi, non danno garanzia che i temi affrontati trovino una soluzione sostenibile e condivisa. Le esperienze del passato fin dal Protocollo di Kyoto nel ’97 (Cop 3) non sono certo di conforto. Tutti gli obiettivi fissati dalle varie Cop, per un motivo e per un altro non sono stati rispettati, soprattutto perché non si è trattato di decisioni vincolanti e il mancato rispetto degli obiettivi prefissi non veniva sanzionato in nessun modo. Su una questione così importante ci  si è sempre affidati alla buona volontà e alla ragionevolezza degli Stati. E il risultato è quel cambiamento climatico, ormai universalmente percepibile, e nelle sue conseguenze, da molte delle quali non è possibile  tornre indietro.

Il segretario Guterres ha poi lanciato una proposta di giustizia energetica, che presenterà ufficialmente nei prossimi giorni del vertice, sostenendo che c’è bisogno di un sostegno massiccio per l’Africa. E’ un’assurdità che l’Africa possieda il 60% della capacità solare, ma riceva solo il 2% degli investimenti per la produzione di energia solare. Quindi occorre creare un’alleanza solare globale per l’Africa.

E i segnali di allarme ci sono tutti, tali per non poter voltare la testa da un’altra parte. Il distacco dell’iceberg più grande del mondo. Erano oltre 30 anni che A23a, il ghiacciaio più grande al mondo, non si muoveva, da quando nel 1986 si era staccato dalla costa antartica per arenarsi in seguito nel Mare di Weddell, diventando essenzialmente un’isola di ghiaccio di quasi 4.000 km, con uno spessore di quasi 400 metri. Per non parlare del Caso Giakarta una delle città più inquinate al mondo, dove i dati dell’Agenzia sanitaria locale mostrano che il numero di residenti trattati per polmonite da gennaio ad agosto è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2022, con 9.192 casi.

Ci sono due settimane per discutere, ma ormai sarebbe il caso di concordare sui vincoli e su delle sanzioni che rendano credibili le soluzione che si adotteranno. Ma le speranze sono ancora molte di più delle previsioni realistiche

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