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    Radio K55

Economia

Ue. Patto stabilità, per ora un nulla di fatto

today08/12/2023 15

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Otto ore di confronto, una cena di lavoro iniziata alle venti di ieri e durata fino alle quattro di  stamattina e il gran lavoro fatto sulla bozza presentata dalla presidenza di turno spagnola, non sono serviti ai membri dell’Ecofin a raggiungere un accordo sul Patto di Stabilità. Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni  d’altronde è stato chiaro, ha ammesso che pur se sono stati fatti passi avanti sostanziali, ma la missione non è ancora compiuta.

Una fonte europea ha assicurato che il lavoro verrà continuato nei prossimi giorni, anche perché gli elementi costitutivi di un accordo sembrano esserci,  ma è necessario ancora un certo lavoro sul finale, sulla stesura e sulla sua calibrazione giuridica. Il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti ha ribadito che non si possa affermare che l’Italia non sia d’accordo sul nuovo Patto. L’Italia è a favore di un rientro dal debito, ma con un aggiustamento serio e sostenibile. Rigoroso, ma sostenibile. Questi i punti su cui si discute.

Taglio medio minimo del debito pari all’1% annuo per i Paesi con un rapporto debito/Pil superiore al 90% del Pil (0,5% per quelli con debito sopra il 60%) e stabiliscono l’obiettivo di ridurre il deficit all’1,5% come margine di sicurezza. , Bruno Le Maire, il ministro francese, chiede che, nel caso dei Paesi che si impegnano a realizzare investimenti e riforme, l’aggiustamento strutturale venga ridotto dallo 0,5% allo 0,3% del Pil, ma Christian Lindner il suo omologo tedesco non fà mistero di non essere favorevole a questa soluzione

Secondo Lindner, i deficit eccessivi devono avere un trattamento differenziato, serve più ambizione per combatterli, riaffermando il punto di divergenza con il collega francese, pur se Francia e Germania siano d’accordo sul 90% del testo. Gli Stati membri restano divisi sull’indicatore con cui verrà misurato l’aggiustamento del deficit, ora è il deficit strutturale, ma l’Italia (tra gli altri) chiede venga utilizzato quello primario, che esclude il pagamento degli interessi sul debito 

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