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    Radio K55

Esteri

Niente Oslo a ritirare il premio Nobel, ma sciopero della fame in carcere a Teheran

today10/12/2023 15

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Narges Mohamma è un’attivista iraniana che da anni si batte per i diritti delle donne con un impegno che le è valso il prestigioso Premio Nobel per la Pace, riconoscimento, che viene assegnato ogni anno, proprio oggi,  la giornata in cui si celebra l’anniversario dell’approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. Il posto destinato a Narges Mohammadi, ad Oslo, è stato rimasto vuoto. I suoi figli che avevano avuto prenotato un posto accanto alla madre, hanno ritirato il Nobel della Pace al posto della mamma Narges. Con loro una piccola rappresentanza di cui facevano parte anche il padre e marito di Mohammadi, il giornalista e attivista, Taghi Rahmani, e alcune figure di spicco del mondo della cultura, critiche del regime come la fumettista Marjan Satrapi e l’attrice Golshifteh Farahan. I due figli hanno letto il messaggio che Narges Mohamma che diceva come fosse una donna del Medio Oriente, di una regione che, sebbene erede di una ricca civiltà, è ora incastrata nella trappola della guerra, preda delle fiamme del terrorismo e dell’estremismo, spiega Mohammadi nel suo messaggio dietro le alte e fredde mura di una prigione. Ha aggiunto di essere una donna iraniana, orgogliosa e onorata di contribuire a questa civiltà, che oggi è vittima dell’oppressione di un regime religioso tirannico e misogino, lanciando un appello alla comunità internazionale a fare di più per i diritti umani. La vincitrice del Nobel ha voluto osservare, dietro le sbarre, uno sciopero della fame, in solidarietà con la comunità bahai, la più grande minoranza religiosa in Iran, vittima di discriminazioni in molti settori della società

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