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    Radio K55

Salute e Benessere

Covid-19 può modificare il cervello?

today11/12/2023 13

Background
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Utilizzando una versione avanzata di risonanza magnetica di diffusione, un team di ricercatori ha voluto capire cosa succede a livello cerebrale nei pazienti che hanno sintomi persistenti. Utilizzando questa versione avanzata della risonanza gli esperti hanno identificato delle differenze nella struttura del tessuto cerebrale dei pazienti con sintomi post Covid, rispetto a persone sane, e ci si è concentrati in particolare sulla materia bianca del cervello. I ricercatori svedesi dell’università di Linköping hanno esaminato il cervello di 16 pazienti già ricoverati in ospedale per Covid e con sintomi persistenti. I risultati, pubblicati sulla rivista Brain Communications, possono fornire informazioni sui meccanismi alla base dei problemi neurologici persistenti. Diversi studi precedenti hanno affrontato questo problema, molto sentito dai medici i quali dicono che può essere frustrante capire che i pazienti hanno dei problemi, ma non riuscire a trovare una spiegazione perché non c’è nulla nella risonanza magnetica che possa spiegarlo. E’ l’osservazione di Ida Blystad, ricercatrice e neuroradiologa del Dipartimento di radiologia del Linkoping University Hospital. E sottolinea quanto per lei sia importante provare altre tecnologie di esame per capire cosa sta succedendo nel cervello nei pazienti con sintomi persistenti post Covid. I ricercatori hanno quindi aggiunto un nuovo tipo di imaging e hanno puntato l’obiettivo sulla sostanza bianca del cervello, perché è costituita principalmente da assoni ed è molto importante per il trasporto dei segnali tra le diverse parti del cervello e il resto del corpo. La risonanza magnetica di diffusione ha spiegato Deneb Boito, dottorando del Dipartimento di ingegneria biomedica dell’università di Linköping, è una tecnologia molto sensibile che consente di rilevare cambiamenti nel modo in cui sono organizzati gli assoni delle cellule nervose. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo voluto utilizzarla per studiare quegli effetti del Covid-19 sul cervello che altre tecnologie di imaging non potrebbero rilevare. Risultato: I due gruppi hanno differenze per quanto riguarda la struttura della sostanza bianca del cervello. E questa può essere una delle cause dei problemi neurologici vissuti dal gruppo che aveva sofferto di Covid grave. Ma con questa tecnologia non si misura la funzione del cervello, ma la sua microstruttura. Ed inoltre sembra che la materia bianca nelle diverse parti del cervello sia influenzata in modi diversi. E poi cosa succede nel tempo? La risonanza magnetica fornisce un’immagine del cervello in quel particolare momento. Insomma le domande sono ancora tante, ma la strada intrapresa sembrerebbe quella giusta

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