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Politica

COP 28. Accordo sulla messa al bando dei combustibili fossili, ma rimangono molte scappatoie

today13/12/2023 9

Background
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Stanotte i circa 200 negoziatori sul clima delle Nazioni Unite hanno stabilito che dovranno essere abbandonati i combustibili fossili che riscaldano il pianeta, una mossa che il presidente della COP 28,Sultan al-Jaber, ha definito storica, nonostante le preoccupazioni dei critici riguardo alle scappatoie ancora possibili. La nuova proposta infatti non si spinge fino a cercare un’eliminazione graduale dei combustibili fossili, richiesta da più di 100 nazioni. Chiede invece l’abbandono dei combustibili fossili nei sistemi energetici, in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l’azione in questo decennio critico. Secondo al-Jaber è un piano guidato dalla scienza, un pacchetto potenziato, equilibrato e storico per accelerare l’azione per il clima.

Questa transizione dovrebbe portare il mondo a zero emissioni di gas serra nel 2050. Si prevede che il mondo potrà raggiungere il picco massimo d’inquinamento da carbonio entro il 2025, per toccare la soglia concordata, ma comunque lascia uno spazio di manovra a singole nazioni come la Cina che, ad esempio, potrà raggiungere questo traguardo più tardi. Il problema del testo approvato sono proprio queste enormi scappatoie che consentono ad esempio non solo agli Stati Uniti, ma anche ad altri paesi produttori di combustibili fossili, di continuare la loro espansione nella produzione di energia dai combustibili transitori che è il termine che si utilizza per indicare il gas naturale, che emette anch’esso inquinamento da carbonio.

Stephen Cornelius, vicedirettore del WWF per il clima, ha affermato che questo testo è un miglioramento assolutamente necessario rispetto all’ultima versione. Il linguaggio sui combustibili fossili è migliorato, ma non arriva ancora al punto di richiedere la totale eliminazione di carbone, petrolio e gas. Il capo della delegazione di Greenpeace International, Kaisa Kosonen, ha precisato che il documento non è ancora la decisione di cui il mondo ha bisogno, ma ha ammesso che ci sono miglioramenti rispetto alle bozze precedenti, dal momento che c’è almeno un appello all’abbandono dei combustibili fossili.

In conclusione torniamo alle considerazioni già esposte, sul fatto che su questa risoluzione, come sulle precedenti, non c’è nessun obbligo e non ci sono sanzioni per chi non rispetterà le varie tappe e i traguardi fissati nell’accordo. Quasi tutto è lasciato  alla buona volontà degli Stati

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