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    Radio K55

Economia

BCE: tassi invariati e obiettivo 2%

today14/12/2023 18

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Come prevedevano i mercati, ma anche un po’ tutti gli operatori finanziari, dopo la Fed e la  Boe anche la Bce ha optato per non aumentare la stretta monetaria. Quindi i tassi di interesse sia sulle operazioni di rifinanziamento principali, sia sulle operazioni di rifinanziamento marginale che sui depositi presso la BCE rimarranno invariati rispettivamente al 4,50%, al 4,75% e al 4,00%. Per quanto riguarda l’inflazione, pur essendo diminuita negli ultimi mesi, probabilmente farà registrare un momentaneo incremento nel breve periodo, secondo il parere del Consiglio direttivo.

Gli esperti dell’Eurosistema hanno formulato le più recenti previsioni per l’area dell’euro, secondo le quali l’inflazione dovrebbe diminuire gradualmente nel prossimo anno, per poi avvicinarsi a quello che è l’obiettivo del Consiglio direttivo: il 2% nel 2025. Nell’insieme gli esperti si attendono che l’inflazione complessiva si collochi in media al 5,4% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,1% nel 2025 e all’1,9% nel 2026. Quindi, rispetto all’esercizio di settembre, sono state riviste al ribasso le proiezioni per il 2023 e soprattutto per il 2024.

Intanto, i passati incrementi dei tassi di interesse continuano a trasmettersi con vigore all’economia. Le condizioni di finanziamento più restrittive frenano la domanda, contribuendo al calo dell’inflazione e la crescita economica dovrebbe rimanere contenuta nel breve periodo. Passato questo periodo, l’economia dovrebbe segnare una ripresa grazie all’incremento dei redditi reali, visto che le famiglie beneficeranno del calo dell’inflazione, dell’aumento delle retribuzioni e del miglioramento della domanda esterna. Stando a queste previsioni, le proiezioni della Bce indicano un aumento della crescita da una media dello 0,6% nel 2023 allo 0,8% nel 2024 e all’1,5% sia nel 2025 sia nel 2026. In ogni caso, la Bce fa sapere di essere pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione ritorni all’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria.

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