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    Radio K55

Esteri

Medio Oriente. Futuro tra speranza di tregue e scenari di lungo periodo

today20/12/2023 8

Background
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David Ignatius, scrittore e commentatore del quotidiano newyorkese Washington Post, sempre molto informato dei retroscena della politica globale, azzarda, ma avrà fonti attendibili, la previsione di un prossimo periodo di tregua tra Hamas e Israele con un cessate il fuoco addirittura di due o più settimane.

Le operazioni militari in corso e i fallimenti degli appelli delle Nazioni Unite, sembrerebbero disegnare uno scenario del tutto diverso da quello ipotizzato da Ignatius. Eppure è convinto  che le continue dichiarazioni pubbliche israeliane sul fatto che la guerra dovrà durare ancora mesi sono una tattica proprio nei confronti di Hamas. E lo scenario che lui prevede a lungo termine, vede da una parte una condotta confusa d’Israele tra le operazioni di guerra e l’esigenze di recuperare tutti i suoi ostaggi. D’altra parte, Hamas non potrebbe più comandare a Gaza, dove invece dovrebbero guidare i palestinesi elementi provenienti dallANP affiancata da una forza di pacekeeping formata da arabi, che, sempre a suo avviso, odiano Hamas, molto più di quanto potrebbero far vedere.

Partendo da questi presupposti, il futuro sia di Israele, che di Hamas, per non parlare del martoriato popolo  palestinese, ci sembra incerto e confuso. Questo scenario del day-after  è quello che in fondo, dice Ignatius,  sperano sia gli israeliani che americani, con lauspicio che i Paesi del Golfo, soprattutto Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, possano svolgere un ruolo di primo piano, fornendo soldi, leadership e legittimità per la ricostruzione della Striscia di Gaza.

Intanto Netanyahu ha resistito alle pressioni americane, ma da parte israeliana si parla di una transizione a gennaio, se non ancora più tardi. Ma c’è comunque la sensazione che i tempi siano maturi per avviare una nuova fase, afferma Ignatius, ammettendo che però questo non vuol dire che i combattimenti non continueranno, soprattutto a sud di Gaza, Infatti gli israeliani prima hanno spinto i civili palestinesi a muoversi da nord verso sud, ma ora che il sud sta diventando il campo principale di battaglia, gli israeliani stanno pensando di creare quelle che definiscono isole umanitarie nel nord, spingendo quindi  i civili palestinesi a muoversi in senso contrario.

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