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    Radio K55

Cronaca

Il pandoro è divenuta una valanga e la Ferragni rischia di esserne travolta in pieno

today23/01/2024 19

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Sono saliti alla ribalta anche altri due casi, ossia quello delle uova di cioccolato e quello della bambola chiamata Mascotte Chiara Ferragni, prodotta con Trudi, azienda acquisita nel ‘19 da Giochi Preziosi, per i quali l’ipotesi di reato da frode in commercio, è divenuta truffa aggravata.

Intanto nella fuga di marchi dagli accordi con l’influencer oltra a quella clamorosa della Coca-Cola, ne troviamo altri, come Pigna, noto marchio di cancelleria, Tod’s che aspetta i risultati della procura di Milano, la Safilo occhiali che ha già dato l’addio. Altre aziende stanno in fase di decisione, marchi importanti come l’Oréal, Nestlè, Procter & Gamble, Calzedonia, Intimissimi, Nespresso, Morellato. Ma è assai probabile che, se l’accusa di truffa aggravata fosse confermata dalla procura di Milano, l’affidabilità e la garanzia che un’influencer del livello della Ferragni deve assicurare, riceverebbero un duro colpo e le suddette ditte potrebbero, con tutta probabilità, decidere di non legare più l’immagine dei loro prodotti a quella di un’influencer indagata o magari addirittura condannata.

Intanto il Codacons ha annunciato di aver presentato un nuovo esposto all’Antitrust e in Procura, si tratta dell’operazione di beneficenza Oreo, con messaggi rivolti al pubblico nei quali, si legge nell’esposto, si affermava che il cento per cento del ricavato delle vendite di tali abiti sarebbe andato in beneficenza per iniziative contro il Coronavirus. Con questo esposto, Codacons chiede che vengano verificati i dati, le modalità di assegnazione delle donazioni arrivate e dell’ uso dei fondi raccolti.

Per finire, sul delicato collo della Chiara, è arrivato un altro colpo. La polemica che il sito inbeat.co ha suscitato sulla veridicità degli oltre 24 milioni di followers che la Ferragni avrebbe raccolto. Qui si entra in una diatriba molto tecnica sulla modalità del conteggio di questi followers, sui followers inattivi (cioè una volta iscrittisi, in seguito non hanno più frequentato il sito). Insomma gira l’ipotesi, anche se non confermata, che quasi 12 milioni di followers sarebbero falsi o inattivi da anni. Nulla è certo, come abbiamo detto, ma siccome siamo nel mondo dell’immagini, anche queste voci non giovano a chi dell’immagine fa il proprio business.

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