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Esteri

Ilaria Salis: trattamenti umilianti sia in cella che nell’aula di giustizia in un paese della Ue

today30/01/2024 38

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Il governo ungherese, e il premier Orban, non si fanno evidentemente problemi di sottoporre un cittadino dell’unione a trattamenti che la stessa Ue bolla come censurabili e non umanitari.

Il ministro Tajani, commentando ha protestato affermando che questa volta crede che si sia ecceduto: si tratta di violazione delle norme comunitarie, per altro non in sintonia con la nostra civiltà giuridica e gli avvocati devono chiedere gli arresti domiciliari in Italia. Il ministro ha poi dato disposizioni al segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia di convocare l’ambasciatore di Ungheria a Roma per un passo di protesta per le condizioni di detenzione e per i diritti processuali della cittadina italiana

Ma le foto rivelate mostrano una Ilaria entrata in aula per il processo con le manette e una catena che le univa ad un blocco che le immobilizzava i piedi, i cosiddetti schiavettoni, scortata da due guardie in assetto tattico. Tutto ciò dimostra un trattamento davvero contrario a tutte le direttive europee, in un aula di tribunale di un paese i cui governanti si dicono democratici. Ma evidentemente non è così per quelli ungheresi che tengono la Salis in prigione da undici mesi, molti dei quali in isolamento, in celle con condizioni igieniche allarmanti. Ilaria è accusata di tentato omicidio colposo in concorso. Secondo la difesa i due dimostranti da lei aggrediti partecipavano alle celebrazioni annuali che si tengono in Ungheria in commemorazione delle S.S. quando si radunano migliaia di persone e molti militanti di estrema destra. I due che sarebbero stati colpiti dalla Salis nel tentativo di ucciderli, sono in realtà stati ricoverati in ospedale per lievi contusioni e dimessi dopo 48 ore, in tali buone condizioni, tanto che in questi undici mesi non hanno nemmeno esposto denuncia.

Il legale della difesa, l’avvocato Losco, ha letteralmente dichiarato che dopo undici mesi di quella detenzione lo Stato italiano non può davvero più continuare a ignorare una situazione carceraria e processuale che vìola le nostre leggi e soprattutto perché Ilaria si è dichiarata non colpevole in più ha spiegato di non aver mai potuto leggere gli atti, che non le sono stati mai tradotti, e di non aver ancora visto le immagini dell’aggressione su cui sostanzialmente si fonda l’accusa. Quindi Ilaria deve essere trasferita ai domiciliari in Italia e il governo deve fare subito qualcosa perché questa situazione finisca subito.

In questi frangenti e tra le proteste dell’Italia, potrebbe tornare utile l’atavica amicizia della Meloni con Orban, che consentirebbe alla nostra premier, di pretendere per una sua cittadina almeno delle condizioni di carcerazione più consone ad un paese civile, ad un processo equo e senza quei continui rimandi (l’udienza di ieri è stata aggiornata al 24 maggio), soprattutto in considerazione del fatto che ha già trascorso undici mesi di carcerazione preventiva.

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