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    Radio K55

Esteri

La resa di Benjamin Netanyahu

today27/03/2023 15

Background
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Alle 7.30 di stamattina la televisione israeliana Channel 12 trasmetteva la notizia che Netanyahu avrebbe deciso di ritirare la proposta di legge sulla riforma giudiziaria.

Qualche giorno fa il presidente israeliano Herzog via Twitter raccomandava al governo di  bloccare questa riforma, che è stata la causa di una delle più lunghe e partecipate proteste nazionali nella vita dello stato di Israele: Per il bene dell’unità del popolo di Israele, per il senso di responsabilità, vi invito a fermare immediatamente l’iter legislativo

Una drammatica notte di proteste si era verificata nelle città di tutto il paese, con decine di migliaia di persone che si erano riversate in strada, dopo l’annuncio di Netanyahu di aver destituito il ministro della Difesa Yoav Gallant che, il giorno prima, aveva lanciato un allarme al governo, sottolineando che il profondo solco aperto nella società israeliana, stava allargandosi anche all’esercito, con una seria minaccia alla sicurezza d’Israele.

Il governo sosteneva che la riforma della legge era indispensabile per fermare i giudici politicizzati e per ristabilire un equilibrio tra il governo eletto e la magistratura.

Ma per l’opposizione si trattava di una vero e proprio indebolimento dei controlli legali e dell’indipendenza dell’organo giudiziario, con una grave minaccia per la democrazia di Israele.

Infatti la revisione giudiziaria avrebbe dato infatti all’esecutivo il controllo sulla nomina dei giudici della Corte Suprema consentendo all’esecutivo di annullare le sentenze dei tribunali sulla base di una semplice maggioranza parlamentare. E questo ha suscitato dure proteste di massa per settimane e gravi scontri alla Knesset

Non va poi dimenticato che Netanyahu é tuttora sotto processo per le accuse di corruzione e, ovviamente, aveva un grosso interesse personale per l’approvazione della legge che l’avrebbe lasciato fuori dalle aule dei tribunali.

La posizione del premier aveva suscitato anche l’opposizione dell’establishment imprenditoriale e aveva creato non pochi allarmi tra gli alleati di Israele, primi tra tutti gli Stati Uniti.

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