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    Radio K55

Esteri

Medio Oriente. Trattative di pace Israele- Hamas. Israele e Libano sull’orlo della guerra. Continuano gli scontri tra Usa e Houthi (Iran)

today01/02/2024 13

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• ISREALE E LIBANO – Si stanno preparando per una guerra che nessuno dei due vuole, ma molti temono che diventi inevitabile. La prospettiva di una guerra su vasta scala tra Israele e la milizia libanese di Hezbollah terrorizza le persone su entrambi i lati del confine. Ci sono profonde paure che vengono dalla memoria della guerra del 2006 che uccise circa 1.200 libanesi, per lo più civili, e 160 israeliani, per lo più soldati. Oggi una guerra del genere potrebbe essere la più distruttiva che entrambe le parti abbiano mai sperimentato.

• USA-GB, HOUTHI-IRAN – Su quest’altro fronte vanno registrati continui scontri. E’ il caso il raid degli Usa in Yemen contro obiettivi Houthi, dove il cacciatorpediniere Uss Carney ha abbattuto un missile balistico anti-nave. Gli attacchi nello Yemen hanno distrutto anche 10 droni e una stazione di controllo. Di contro i ribelli Houthi  rivendicano di aver colpito il mercantile statunitense Koi nel Mar Rosso. D’altronde gli Houthi considerano ogni nave israeliana, statunitense e britannica come obiettivi legittimi sia a causa della guerra contro Hamas a Gaza che per gli attacchi statunitensi-britannici contro le loro infrastrutture nello Yemen.

• HAMAS, ISRAELE, QATAR EGITTO – Contemporaneamente a questo innalzamento, degli scontri, il crescere della tensione e l’allargamento della crisi, la notizia che il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, sia atteso al Cairo per discutere di una tregua con Israele, potrebbe sembrare un controsenso. D’altronde anche durante gli scontri più duri, sappiamo che la diplomazia continua a tessere nell’ombra i suoi pur esili fili di speranza. La proposta al centro di questi colloqui dovrebbe essere proposta di una tregua di sei settimane, proposta grazie agli sforzi di mediazione del Qatar e dell’Egitto. La sospensione delle ostilità consentirebbe maggiori consegne di aiuti alla popolazione di Gaza, dove ormai si registrano 27.000 morti, e quelli rimasti, sono in condizioni precarie di salute per la ormai prolungata mancanza di farmaci, di generi alimentari e soprattutto dell’acqua. il direttore del programma per le emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità, Michael Ryan ieri, durante una conferenza stampa a Ginevra, ha lanciato l’allarme: i palestinesi sono una popolazione che sta morendo di fame e spinta sull’orlo del baratro. Nel piano sarebbe contemplata la liberazione solo di donne, bambini e uomini malati sopra i 60 anni, che sono detenuti da Hamas, e che verrebbero scambiati con prigionieri palestinesi in Israele. In totale sarebbero 136 gli ostaggi israeliani rimasti prigionieri a Gaza, su circa 240 persone rapite in totale. Ma un video di Netanyahu ha gelato le speranze della trattativa. Nel messaggio il premier isrealiano ha ribadito che Israele non accetterà un accordo sugli ostaggi nelle mani di Hamas a ogni costo e che ci sono delle linee rosse che non devono oltrepassate.

• OPINIONE PUBBLICA ISRAELIANA –. D’altra parte Netanyahu è pressato dall’opinione pubblica interna che, in gran parte, ritiene che il proprio premier abbia gestito male tutta la situazione e soprattutto nell’ottica della riconsegna di tutti gli ostaggi ancora nella mani di Hamas. La linea della durezza e dell’intransigenza da una parte non ha ancora sconfitto Hamas, (anche se ha letteralmente distrutto mezza striscia di Gaza e provocato circa 27.000 vittime tra i palestinesi), e comunque non è ancora riuscito a riportare a casa tutti gli ostaggi. Ricevendo una rappresentanza delle famiglie degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, il premier ha assicurato che si sta facendo tutto il possibile, uno sforzo reale, con l’impegno di restituire davvero tutti. Il pensiero è per tutti, lo sforzo è per tutti ha detto. Peccato che queste parole siano state anticipate da una dichiarazione che non va nello stesso senso. Ha ribadito infatti tre punti indiscutibili: che Israele, o meglio lui, Netanyahu, non porrà fine alla guerra, che non ritirerà l’Idf dalla Striscia di Gaza e che non rilascerà migliaia di terroristi di Hamas.

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