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Politica

Meloni, conferenza stampa: Pozzoli sospeso, ancora no al Mes, nuovo PNRR e il caso Anas

today04/01/2024 15

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Stamattina abbiamo visto una Giorgia Meloni che in Parlamento ha affrontato di petto tutte le problematiche che il Governo ha accumulato fino ad ora e che, qui di seguito, passeremo velocemente in rassegna. La premier è partita decisa sul caso del deputato pistolero Pozzoli, che, ha detto, sarà cautelativamente sospeso dal partito, in attesa delle risultanze delle indagini giudiziarie.

Poi sul fronte Ue, ha ribadito di nuovo il suo no all’approvazione del Mes che, a suo avviso, deve cambiato per essere più efficace. In riferimento al PNRR, invece ha ricordato che ci sarà molto lavoro da fare per la messa a terra dei progetti, dal momento che nelle prossime settimane arriverà la nuova tranche del finanziamento.

Per quanto riguarda la vicenda che ha tenuto banco nei giorni scorsi, quella sulla commessa dell’Anas, che vede imputati oltre a sette persone, anche i Verdini, padre e figlio, ha rivendicato l’estraneità del ministro Salvini alla questione, affermando che non capisce su cosa il ministro dovrebbe riferire in Aula.

Ha poi parlato della politica delle partecipate dello Stato, esprimendo ancora l’idea che la soluzione è in una riduzione delle quote che però non riduca il controllo pubblico, come Poste, oppure con l’entrata di privati con quote minoritarie, come in Ferrovie.

L’altra spinosa questione che ha messo sul tavolo è il premierato, con l’elezione diretta del presidente del Consiglio e il nuovo bilanciamento dei poteri con il Capo dello Stato. Ha ribadito che su questo, se non ci sarà l’accordo in Parlamento, prima o poi, si dovranno pronunciare i cittadini. Ma l’impressione è che nella coalizione di governo non ci siano ancora dei percorsi ben definiti e delle idee molto chiare.

La Meloni ha poi dichiarato di non essere soddisfatta della gestione degli immigrati e di volersi chiaramente intestare la responsabilità della questione, su cui, ammette, era lecito aspettarsi di più.

La premier ha poi parlato di aumenti o diminuzioni delle tasse, precisando che si potrebbe fare un lavoro migliore sui tagli della spesa pubblica. Ma, in tema di reperimento delle risorse, non ha fatto cenno al contrasto dell’evasione fiscale.

Dopo aver rassicurato che il suo governo non ha intenzione di mettere bavagli alla stampa, riferendosi alla polemica sulla proposta di legge in merito alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, ha ricordato che non si è trattato di una sua proposta, ma di un’iniziativa di tipo parlamentare

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