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Economia

Petrolio: taglio della produzione russa e previsioni per i prezzi 2023

today10/02/2023 20 5

Background
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Il vice primo ministro della Federazione Russa Alexander Novak ha annunciato oggi che per marzo ‘23 ci sarà una riduzione della produzione di petrolio di 500.000 barili al giorno.

Non venderemo petrolio a coloro che aderiscono direttamente o indirettamente ai principi del ‘tetto dei prezzi’. La Russia a marzo quindi – ha dichiarato Novak – ridurrà volontariamente la propria produzione. E ha sottolineato che “…non venderemo petrolio a coloro che direttamente o indirettamente aderiscono ai principi del price cap…” (v. la Ue)

Ma questo cosa significherà nel panorama dell’andamento dei prezzi petroliferi nei prossimi mesi e di tutto il 2023? Intanto solo l’annuncio di Novak ha fatto lievitare il prezzo di un 2%.

Le previsioni delle varie agenzie prendono considerazione tre elementi fondamentali: la ripresa della Cina, se più o meno ravvicinata, se di maggiore o minor vigore. Secondo elemento: se il 2023, ma anche il 2024 saranno dominati da un globale periodo di recessione e quindi una depressione dei mercati oppure innescheranno una discreta o addirittura una buona ripresa, con un’impennata della domanda.

Le varie agenzie scommettono su scenari diversi. JP Morgan crede che la Opec+ cercherà di stabilizzare i mercati e prevede un 90$ per il Brent nel 2023. Citi, invece crede in un aumento  della domanda del petrolio e con una stima del Brent a 80$. Più drastica la previsione della Bank of America  che vede possibili i 100 $ in base a due fattori: la ripresa forte della domanda della Cina e un taglio della produzione dell’Opec+. Per Goldman Sachs la previsione é più a breve termine sull’inverno dove vede possibile un prezzo di 98$  per una scarsa domanda della Cina e per il calo dell’esportazione russa e l’attenuazione di altri paesi produttori.

Come si vede i rating sono inclini a prevedere per il futuro, più meno prossimo, un aumento visto che oggi il Brent è quotato a  86,50 circa. Ma le incognite sono tante e s’incrociano con previsioni più rosee (crescita e più domanda di petrolio e costo più alto)  o più nere (recessioni, crollo della domanda, e prezzi in picchiata) per l’economia mondiale.

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