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Economia

Proteste dei trattori, tra problemi con il nostro governo e contenziosi con la ue

today08/02/2024 12

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In Italia le proteste, cosiddette dei trattori, sono organizzate da gruppi di attivisti o piccole associazioni, che agiscono in modo indipendente, ma hanno alcune posizioni comuni: criticano le politiche agricole europee, considerate eccessivamente ambientaliste e poco attente alle necessità dei lavoratori, sono contrari ai cosiddetti cibi sintetici e chiedono al governo italiano di mantenere alcune agevolazioni fiscali a favore degli imprenditori agricoli, che sono in difficoltà a causa dell’aumento dei costi di produzione. Gli agricoltori italiani hanno fatto proprie anche alcune delle richieste presentate dai loro colleghi europei, che però in Italia non hanno conseguenze altrettanto evidenti o concrete. L’esempio più eclatante è l’eliminazione delle agevolazioni fiscali per l’acquisto del gasolio agricolo, il carburante usato dai trattori. In Italia già da anni il gasolio per usi agricoli è tassato con un’accisa molto più favorevole rispetto a quella del gasolio per tutti ( poco più di un euro, contro poco più di due euro al litro), e l’agevolazione è tra l’altro stata confermata anche per il 2024.

Per quanto riguarda l’abolizione degli insetticidi e dei repellenti, secondo le associazioni di rappresentanza degli imprenditori agricoli, il problema è la mancanza di alternative. Non significa che l’agricoltore preferisca lavorare e produrre con l’utilizzo della chimica, ma, a loro avviso, è una necessità senza altre opzioni. Ma su questo la compattezza con i colleghi europei è stata tale imporre una marcia indietro alla Ue e alla sua direttiva in merito.

I nostri agricoltori chiedono poi di ridurre o addirittura togliere l’IVA su alcuni prodotti alimentari primari, che però già oggi sono tassati al 4 o al 5%, uno sconto molto rilevante rispetto all’aliquota standard del 22 %.

Altra querelle con la Ue riguarda la conservazione della biodiversità, attraverso la percentuale dei terreni che non dovrebbe essere coltivabile. Anche su questo la Ue ha accettato una deroga secondo la quale sulla porzione di terreni che dovrebbe rimanere libera, si potranno coltivare piante considerate benefiche per la terra, come piselli, fave o lenticchie, oppure colture a crescita rapida, che hanno un impatto meno pesante di quelle ordinarie. La proposta di deroga dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione Europea, quindi dai rappresentanti dei governi dei 27 Stati membri.

Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha incontrato una delegazione degli agricoltori, il cui esito ha definito soddisfacente. Il ministro, che ha buttato acqua sul fuoco, ha elogiato gli agricoltori, definendoli i primi ambientalisti del territorio, perché proteggono quello che hanno di più prezioso: la terra che gli ha dato il pane. Ha aggiunto che è necessario proteggere il Made in Italy perché siamo una nazione piccola e se non difendiamo questo livello di qualità, il giusto prezzo, il giusto reddito dei nostri agricoltori, noi come nazione perdiamo il senso di esistere. Poi ha concluso, affermando che non ci devono essere agricoltori contro agricoltori

Invece tra gli agricoltori italiani si profila una spaccatura. Da una parte Danilo Calvani,, un imprenditore agricolo di Pontinia, in provincia di Latina, diventato il coordinatore del Comitato agricoltori traditi, che ha organizzato le proteste, e che ha diffuso un comunicato su Facebook in cui dice che la delegazione che ha incontrato Lollobrigida non è rappresentativa del movimento e ha definito, quelli che hanno partecipato all’incontro, un manipolo di opportunisti i quali, spacciandosi per rappresentanti dei contadini e della mobilitazione agricola, trattano con membri del governo per il loro personale tornaconto. Dall’altra quelli che fanno capo, più o meno direttamente, alla Coldiretti, che è ritenuta vicina al governo, dunque a Lollobrigida, il quale ha chiuso la sua campagna elettorale proprio a un evento dell’associazione a Potenza e ha nominato, come suo capo di gabinetto, proprio un rappresentante della Coldiretti 

In ultimo sono contrari ai cibi sintetici, come la carne sintetica o altri alimenti che si stanno diffondendo, che, dicono, non fanno parte della tradizione alimentare italiana (la farina di insetti, per esempio), sui quali tra gli imprenditori agricoli c’è una forte resistenza, soprattutto perché vengono visti come una minaccia ai loro interessi.

Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha incontrato una delegazione degli agricoltori, il cui esito ha definito soddisfacente. Il ministro, che ha buttato acqua sul fuoco, ha elogiato gli agricoltori, definendoli i primi ambientalisti del territorio perché proteggono quello che hanno di più prezioso: la terra che gli ha dato il pane. Ha aggiunto che è necessario proteggere il Made in Italy perché siamo una nazione piccola e se non difendiamo questo livello di qualità, il giusto prezzo, il giusto reddito dei nostri agricoltori, noi come nazione perdiamo il senso di esistere. Poi ha concluso, affermando che non ci devono essere agricoltori contro agricoltori.

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