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    Radio K55

Esteri

Senato, va di scena il vertice Italia-Africa. La Meloni e il piano Mattei

today29/01/2024 4

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L’Italia, che presiede il G7 nel primo semestre dell’anno, si è impegnata a fare dello sviluppo africano un tema centrale del suo mandato. È la prima volta che la Conferenza Italia-Africa, finora svolta sempre a livello ministeriale, viene elevata a rango di vertice di Capi di Stato e di Governo; ed è il primo appuntamento internazionale che si svolge in Italia dall’avvio presidenza del G7, utile a sottolineare l’importanza che l’Italia dà al partenariato con le nazioni del Continente africano.

Questa iniziativa del piano Mattei e del ponte tra Africa e Italia prevederà, tra gli altri, interventi un centro di formazione professionale sull’energia rinnovabile in Marocco, progetti sull’istruzione in Tunisia, altri obiettivi per aumentare l’accessibilità alla sanità in Costa d’Avorio.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Dalla presentazione di questo piano, pare che  ci siano molte buone intenzioni, ma che alla fine attengano più che allo sviluppo ai problemi dell’immigrazione. Secondo il ragionamento secondo cui se si crea in loco sviluppo, lavoro, competenze e quindi benessere, questi popoli non avranno più la necessità di emigrare. Ma resta da capire come il governo intende realizzarle. E’ chiaro che l’Italia non può fare tutto da sola e punta a coinvolgere nel progetto anche l’Unione Europea e non solo. Il problema è che, finora, nessuno sembra aver accolto l’invito.

La premier italiana ha definito un modello di cooperazione non predatorio, in cui entrambi i partner devono poter crescere e migliorare. Il progetto punta ad arrivare entro due anni al totale sganciamento dal gas russo e a trasformare l’Italia in un hub energetico tra il Nord Africa e l’Europa. Grazie alla costruzione di nuovi gasdotti, l’Italia diventerebbe un esportatore di gas naturale e di idrogeno verso Germania e Austria, oltre che il collegamento tra il Nord Africa  e i Paesi dell’Europa centrale e settentrionale.

Ma il preveggente Mattei, è lecito chiederselo, mentre negli anni ’50 immaginava e realizzava gasdotti e reti per il trasporto dell’energia, fosse vivo oggi, in un partenariato del genere, dove se si vedranno, i frutti arriveranno tra dieci, quindici anni a cosa avrebbe pensato? Avrebbe guardato indietro, ai gasdotti, o in avanti alla produzione e trasporto di energia prodotta con l’eolico, il solare e altre fonti rinnovabili?

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