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    Radio K55

Esteri

Terrore, violenze e dieci morti nell’Ecquador in guerra con le bande dei Narcos

today10/01/2024 11

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Un gruppo di uomini armati e mascherati in Ecuador ha lanciato uno spericolato  attacco contro una stazione televisiva durante una trasmissione in diretta. Migliaia di spettatori che erano sintonizzati su TC Television, canale pubblico di Guayaquil, durante un notiziario in diretta, hanno visto una banda di 13 narcos minacciare i presentatori e gli addetti allo studio con armi da fuoco ed esplosivi. Si sentivano spari, suppliche e gemiti di dolore. La crisi è poi stata risolta quando le teste di cuoio sono entrate nella struttura, hanno arrestato i criminali e rilasciato gli ostaggi. L’ufficio del procuratore generale dell’Ecuador ha dichiarato che saranno accusati di terrorismo e rischiano fino a 13 anni di reclusione. Questo ha dato la misura di quale livello abbia raggiunto la spirale di violenza nel paese.

Adolfo Macias, detto Fito , il leader detenuto di una banda di narcotrafficanti, è misteriosamente scomparso domenica dalla sua cella nella città costiera di Guayaquil, spingendo il governo a dichiarare lo stato di emergenza. Un decreto del presidente dell’Ecuador Daniel Noboa, ha riconosciuto che il paese vive un momento di grave emergenza in questo conflitto interno armato, identificando come bersagli da colpire i gruppi di narcos che includono i Choneros, i Lobos, i Tiguerones e gli Aguilas. Inoltre gravi disordini continuano a verificarsi nelle carceri, tra bande rivali, con atti di violenza che sono stati registrati sia a Quito che in diverse città.

Domenica scorsa il presidente Noboa aveva dichiarato lo stato di emergenza e il coprifuoco per sessanta giorni, non solo per l’evasione di Fito, ma anche per lo scoppio di disordini in sei centri penitenziari del Paese. Fito ha esercitato un controllo interno significativo del carcere, secondo la Commissione interamericana per i diritti umani. La sua ascesa al vertice della banda di trafficanti, composta da circa 8.000 persone, è culminata con l’assunzione del comando dell’organizzazione nel 2020, dopo l’uccisione dei suoi sodali Jorge Luis Zambrano e Junior Roldan.

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