Da ‘capoccione’ a ‘grana’, Giancarlo De Cataldo porta la lingua di Roma nel melodramma
(Adnkronos) - «Roma scafata», «Roma frignona», «grana», «coca», «pam pam pam». E poi «portaborse», «magistrati», «assessori», «ministri», «senatori», «lacchè», «cantanti», «prelati». Senza dimenticare «sbirri», «bam bam bam», «zecche», «zoccole» e «capoccione». Parole che sembrano provenire direttamente dalle strade, dai bar, dai quartieri popolari e dai dialoghi di una città che conosce bene il confine incerto fra potere e illegalità. Eppure, questa volta, non siamo davanti a una sceneggiatura cinematografica o […]
