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Data di pubblicazione: 29/05/2023 alle 00:08
Questa settimana vi propongo di riflettere su due fatti di cronaca tra loro agli antipodi.ย
Il primo รจ un fatto privato: una persona si racconta nella classica posta del cuore, quella curata dal giornalista Massimo Gramellini, sul Corriere della Sera. Le poste del cuore sono quei luoghi dove quanto di piรน privato, nella dimensione personale, viene offerto al pubblico pensiero.
Il secondo, invece, riguarda delle dichiarazioni fatte da una persona pubblica e che riguardano uno tra gli eventi di maggiore rilevanza pubblica accaduto nel recente passato, ma offerto da una prospettiva di pensiero finalmente personale. Il protagonista parla non piรน come personaggio pubblico, รจ andato in pensione, ma in base alle sue convinzioni personali. Cominciamo dalla prima notizia.
โHo una vita ricca di stimoli e impegni (a quasi 29 anni ho giร vissuto in 6 Paesi diversi), mi dicono che sono un bel ragazzo, e ho una carriera con ottime prospettive. Eppure, non riesco a impegnarmi in piรน di un semplice flirt, quando ora invece mi sentirei pronto per qualcosa di piรน serio. Anche quando comincio a vedere la cosa ingranare, mi auto-saboto e scappo via, forse perchรฉ penso di non avere trovato la persona giustaโ.
Quanto confessato dal protagonista della lettera scritta a Gramellini ci fa pensare a ciรฒ che abbiamo riflettuto nellโarticolo di qualche settimana fa (tonight is gonna be the loneliest) in merito alle parole di Vivek Murthy: โun epidemia di solitudineโ: In seguito alla diffusione della vita da single, ed allโaffermarsi di stili di vita che premiano lโautonomia da ogni legame (vedi #protectyourpeace), si diffonde lโesperienza di malessere legata alla solitudine. Non dalle persone, nella cui moltitudine รจ facile immergersi. Ma dai legami relazionali intimi, con tutte le conseguenze per lโequilibrio della vita affettiva personale, e Murthy aggiunge, anche per la salute.
Diversamente da #Protectyourpeace, il protagonista della lettera รจ consapevole che questa solitudine รจ un problema, non la idealizza. Ma lo considera un problema esclusivamente personale, e non sa come affrontarlo: โHo provato anche le app online, ma con scarsi risultati, e temo che mi facciano deprimere ancora di piรน. ร sbagliato che io mi ponga questi quesiti?โ. Tale protagonista fa esperienza di qualcosa che lo blocca, di cui non conosce la natura. Verrebbe da pensare, quindi, che ci siano delle forze superiori alla personale determinazione a stare soli o alla scelta dello stile di vita da single. Ma Gramellini lo esorta a ricominciare e in qualche modo conferma cosรฌ la tesi che il problema รจ esclusivamenteย individuale: โTutto dipende dalla tua predisposizione psicologicaโโฆ il timore di metterti in gioco, la paura del giudizio, eccโฆ.ย
La predisposizione personale conta ma, se queste storie sembrano diventare sempre piรน comuni, dobbiamo essere in grado di formulare anche altre ipotesi.ย
Ora facciamo riposare โthe loneliest writerโ e andiamo vedere la seconda notizia che riguarda il comportamento non di un singolo ma di un gruppo di persone.ย
Chi รจ Gianni Mion ? Il manager che ha portato la famiglia Benetton oltre il tradizionale core business della maglieria. Colui che, insieme a Gilberto Benetton, negli anni โ80 ha intuito la straordinaria opportunitร di partecipare alla privatizzazione delle aziende di Stato. Colui che era amministratore delegato della Holding del Gruppo Benetton durante lโoperazione di acquisizione del controllo del concessionario Autostrade iniziatasi nel 1999 e conclusasi con lโOPA del 2003. Ora ha 80 anni, รจ in pensione e puรฒ guardare ai fatti avvenuti in occasione del crollo del Ponte Morandi dal punto di vista di chi รจ uscito da tutto e parla per se stesso.ย
Durante il processo per il crollo, รจ stato interrogato come teste, e due giorni fa sono state riportate sulla stampa le sue parole in merito ad una riunione fatta 8 anni prima del crollo. Mion chiese chi certificasse la stabilitร del ponte su cui cโerano giร delle riserve, sembra, di tipo progettuale. La risposta del direttore generale di Autostrade fu: ce la autocertifichiamo.ย
“Che la stabilitร dellโopera venisse autocertificata โ ha detto il manager – per me era una c…, una stupidaggine e mi aveva fatto impressione. Dopo quella riunione avrei dovuto fare casino, ma non l’ho fatto. Forse perchรฉ tenevo al mio posto di lavoro”.
Mion allโepoca non si sentiva in grado di prendere posizioneย in quanto preponderante era lโidentitร di membro di un gruppo su quella della persona. Un gruppo che si era preso il compito di gestire un servizio pubblico cardinale come la mobilitร autostradale, ma a partire da una cultura imprenditoriale nata dal basso, dal piccolo, ovvero quella di avere come unico scopo il saper gestire al meglio un interesse privato, come risulta dalle intercettazioni telefoniche a processo in cui il manager padovano confida che “le manutenzioni le abbiamo fatte in calare, piรน passava il tempo e meno facevamo… cosรฌ distribuiamo piรน utili… e Gilberto e tutta la famiglia erano contenti”,
Era un compito troppo grande per la cultura interna del Gruppo Benetton.ย
Queste teorie, affermatesi nel secolo passato, sono valide sia che si applichino ai sistemi viventi individuali sia applicate a sistemi viventi collettivi o addirittura anche non viventi. Un umano, oppure una cittร , rispondono alle stesse leggi se analizziamo i loro comportamenti come sistema complesso. Sono sistemi composti da numerose parti, che devono lavorare con un certo grado di coerenza tra loro, per mantenere un funzionamento unitario.
Una delle proprietร dei sistemi รจ che, per nascere e sviluppare la loro complessitร , devono essere aperti a scambiare materia ed energia verso lโambiente pur continuando a proteggere i propri confini. Devono cioรจ trovare un equilibrio tra apertura e protezione di se stessi. Problematici diventano i comportamenti estremi, troppo aperti o troppo chiusi. Se, infatti, il funzionamento di un sistema esagera nel chiudersi su se stesso, in eccesso di protezione, non riesce piรน ad alimentare la sua stessa sussistenza, e tende nel tempo a generare โspontaneamenteโ dei processi autodistruttivi, fino allโimplosione.
Nel caso di Mion, dalle sue dichiarazioni si puรฒ desumere che il โsistema persona Gianniโ รจ oggi capace di valutazioni corrette circa la gestione della Concessionaria dei servizi autostradali, tanto da dichiarare due giorni fa:
“Quello che sta facendo adesso Autostrade, tutti i controlli e le ispezioni, lo potevamo fare benissimo. Ma era un campo troppo difficile per noi. Eravamo autoreferenziali e impreparati a gestirloโ.ย
Perciรฒ il โsistema Gruppo Benettonโ, in quel periodo, peccava di autoreferenzialitร , cioรจ era un sistema il cui funzionamento era chiuso verso le esigenze dellโambiente autostradale, a vantaggio degli obiettivi propri, massimizzare gli utili.ย
โE io dissi subito dopo il crollo che bisognava chiedere scusa, sarebbe stato molto importante farlo. โฆ Ma in quei casi poi intervengono le strategie, gli avvocatiโฆ E non solo le vittime, penso sempre a tutte le cose di cui mi sarei dovuto preoccupare e di cui non mi sono occupato. Io purtroppo non posso rinascere, ho finito la mia corsa, speravo che finisse meglioโ.ย
Succede, quindi, che lโidentitร di membro autorevole del โsistema Gruppo Benettonโ, a quel tempo prende il sopravvento sul โsistema persona Gianniโ, che solo oggi, uscito dal gruppo, puรฒ porsi il problema di non poter rinascere per cambiare il corso delle cose.
Di vicende di questo tipo ne รจ piena la Storia. Lโidentitร di appartenenza ad una determinata collettivitร , quando fortemente marcata di ideali di fedeltร e lealtร , impedisce di fare delle scelte personali, anche quando ciรฒ che si sta facendo รจ contrario ai valori di cui la persona si รจ fatta portatrice nel corso della sua esistenza.ย
Ma nella lettera della Posta del Cuore ? Qui abbiamo la possibilitร di riflettere che i sistemi collettivi a cui apparteniamo, e che influenzano le nostre scelte, sono piรน di uno o due. Non li possiamo identificare solo con la famiglia o lโazienda a cui abbiamo dedicato le nostre energie migliori per decenni. Anche il sistema di pensiero della generazione a cui apparteniamo รจ percepito come un vincolo di lealtร . Mion รจ figlio della sua generazione, nato nel 1943, con i genitori che sono passati attraverso due guerre mondiali, fame annessa. Il pensiero dominante di quella generazione era la ricostruzione, lโimpresa privata, la promozione del benessere e la tensione legittima verso lโagognata ricchezza. Ma oggi?
Il loneliest writer, e Gramellini stesso, trattano il problema come se fosse esclusivamente personale. Ma il sistema, in cui loro e noi siamo tutti immersi, รจ quello di essere viventi nel tempo corrente. Un tempo in cui, per fedeltร al gruppo della sua generazione, la persona deve essere devota prima di tutto alla costruzione della propria immagine ideale. Ovvero di unโidentitร conforme allโideale del tempo corrente. Quindi, una persona competitiva sia su un piano materiale (carriera con ottime prospettive), estetico (sono un bel ragazzo), culturale (vita ricca di stimoli e interessi ed ho giร vissuto in 6 paesi diversi a 29 anni). Ma nellโideale corrente cโรจ anche il fatto che i legami relazionali stabili, se richiedono un compromesso con queste spinte competitive allโaccrescimento infinito di sรฉ (e lo richiedono sempre in una certa misura), sono pensati come negativi, vecchi, culturalmente retrogradi, invischianti, problematici, come sottolinea #Protectyourpeace. Sono svalutati perchรฉ fanno emergere la persona come bisognosa, fragile, immatura, addirittura infantile, unicamente perchรฉ ha bisogno di dare e ricevere affetto e non solo di sbrilluccicare di successi conseguiti ed ostentati. Il loneliest writer nasce a cavallo delle generazioni millennial e centennial, generazioni in cui il โlegameโ relazionale comincia ad apparire come luogo pericoloso. Comincia a traslare la sua essenza da sicuro valore a probabile disvalore. Ovvero una cultura delle relazioni che migra gradualmente verso un funzionamento autoreferenziale.ย ย
Quindi, tutta questa ricchezza di alti conseguimenti personali e sociali, che di per sรฉ รจ certamente un valore, si ribalta nel suo opposto se si affaccia su un precipizio di se stesso. Su un vuoto di percezione della propria natura piรน intima. Ovvero, su non avere chiaro quali sono i propri desideri fondamentali e i bisogni piรน personali che ci legano e collegano agli altri esseri viventi, anche se nel tempo corrente non sono di moda. Quando la rincorsa alla propria immagine ideale, che pure รจ motore di progresso, diventa del tutto autoreferenziale, viene silenziata la natura piรน intima degli umani, che รจ profondamente relazionale.ย
Cosรฌ come costringe il loneliest writer a scrivere ad una anonima Posta del Cuore perchรฉ non si รจ dato il permesso di scegliere nemmeno una relazione personale a cui poter rivolgere una domanda di veritร su se stesso.
Cosรฌ come ci rammentano le tristi parole finali, maย piene di calore umano e di veritร , di Gianni Mion.ย
Buon Universo a Tutti.

Scritto da: mind_master
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