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Tecnologia

3ª Giornata Nazionale della Prevenzione del Rischio, nuove tecnologie per il contrasto alle vulnerabilità del territorio

today10/05/2026 - 10:53 2

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Data di pubblicazione: 10/05/2026 alle 10:53

(Adnkronos) – Il quadro delle vulnerabilità territoriali in Italia evidenzia una criticità strutturale che, secondo il rapporto ISPRA 2025, coinvolge ormai il 23% della superficie nazionale, con oltre 12 milioni di cittadini residenti in aree a rischio frana o alluvione. Nonostante uno stanziamento finanziario triplicato nell’ultimo quinquennio rispetto alla media 2010-2019, l’efficacia degli interventi rimane condizionata da una frammentazione amministrativa che ostacola la “messa a terra” delle risorse.  

La 3ª Giornata Nazionale della Prevenzione e Mitigazione del Rischio Idrogeologico che si terrà Roma il 12 maggio, ospiterà il dibattito focalizzato sulla necessità di evolvere verso una gestione ordinaria del territorio supportata da strumenti tecnologici d’avanguardia, come la cartografia di dettaglio e i sistemi di censimento digitale in tempo reale. 

Sotto il profilo tecnologico, la piattaforma nazionale IdroGEO rappresenta lo standard per il monitoraggio quotidiano degli eventi, ma l’implementazione di modelli di prevenzione richiede un aggiornamento del corpus normativo che tenga conto delle mutate condizioni ambientali.  

Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI, osserva: “Le somme a disposizione per la mitigazione del rischio idrogeologico sono state ampie ma purtroppo la loro messa a terra non ha portato ad un reale miglioramento della situazione, a causa di una governance dispersiva causata dalla sovrapposizione delle strutture amministrative”. La soluzione tecnica proposta risiede nell’istituzione di una cabina di regia che coordini l’intera filiera, dalla progettazione all’esecuzione degli interventi. 

 

“Il Rapporto ISPRA 2025 descrive il dissesto idrogeologico non più come un’emergenza, ma come una condizione strutturale con cui il Paese deve imparare a convivere. Se è così, non può essere affrontato con strumenti straordinari: deve diventare una priorità ordinaria”, afferma Roberto Troncarelli, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. 

 

“Superare la frammentazione decisionale autorizzativa e migliorare la pianificazione degli interventi, attraverso la cabina di regia e un piano per il Paese che integri le diverse fasi di intervento: questi sono i primi e necessari passi”, dichiara Andrea De Maio, Presidente di Fondazione Inarcassa. “Il dissesto idrogeologico è un problema strutturale, non una crisi a cui far fronte in momenti di emergenza e questo è evidente dalla spesa triplicata, per riparare i danni da dissesto, in questi anni, oltre che dai dati forniti da ISPRA. La stessa ISPRA da tempo si è dotata, in collaborazione con Regioni e Province Autonome, di un sistema di censimento quotidiano a regime su una piattaforma nazionale, IdroGEO: la digitalizzazione, tanto invocata, c’è. È tempo di mettere a sistema ogni risorsa disponibile. Come professionisti, continueremo a fare la nostra parte al servizio dei territori e della collettività, mettendo in campo competenze tecniche e innovazione tecnologica per costruire sistemi di prevenzione sempre più sicuri e d’avanguardia, forti della consapevolezza condivisa dei rischi che interessano il nostro Paese.” 

 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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