
Radio K55
Data di pubblicazione: 21/01/2026 alle 16:51
(Adnkronos) – Oggi al Consiglio regionale del Lazio è stato proiettato il film ‘L’ultimo turno’, alla presenza del presidente della Regione Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e di numerosi consiglieri regionali. L’iniziativa ha offerto l’occasione per un confronto sulla professione infermieristica e sulle sue sfide quotidiane. “Abbiamo voluto questo evento – ha dichiarato Maurizio Zega, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Roma e coordinatore degli Ordini provinciali del Lazio – perché il film illustra come meglio non si poteva la vita professionale degli infermieri”. La scelta della sede istituzionale non è stata casuale: “Abbiamo chiesto ospitalità al Consiglio regionale perché i legislatori regionali, al di là dei provvedimenti giuridici, potessero meglio comprendere insieme la durezza, ma anche la bellezza della nostra professione”.
“La salute pubblica – ha proseguito Zega – senza di noi non esiste. Eppure noi siamo quasi ‘invisibili’ e il nostro apporto è costantemente sottovalutato: si dice sì che siamo troppo pochi (meno domande che posti ai corsi di laurea nel Lazio), che siamo pagati male, e sono tutte cose vere. Ma non si dice quanto studio, quanta fatica intellettuale c’è dietro. Non si dice che operazioni sanitarie anche delicatissime vengono svolte da infermieri perché questi ‘non risultano’, ‘non firmano’ il risultato del loro lavoro. E allora: intanto chiediamo di realizzare la possibilità di ‘firmare’ quello che facciamo, anche con la predisposizione di un linguaggio scientifico nostro proprio, che già esiste, e si tratta solo di istituzionalizzarlo. Poi il riconoscimento delle nostre specializzazioni, che pure quelle già esistono, ma non sono riconosciute. Il combinato disposto, oltre agli aspetti economici, di misure come queste, e soprattutto di una narrazione collettiva diversa e più consapevole, può rendere finalmente più attrattiva la nostra professione per i giovani, e dare qualche speranza sul futuro del servizio sanitario pubblico”.
Secondo Aurigemma, che ha fatto anche riferimento al recente protocollo di intesa fra Regione e Ordini dei medici e degli infermieri sulla risposta sanitaria integrata nella medicina territoriale, “raccontare il lavoro degli infermieri significa raccontare le parti migliori della nostra sanità”. E di “retaggi culturali frutto di pregiudizi” da superare ha parlato Rocca, lodando la “potenza” del film: è inutile per lui parlare d’altro “se nel quotidiano c’è ancora la dimensione del rapporto fra il sacrestano o della perpetua nei confronti del parroco”.
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Scritto da: News News
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