
Radio K55
Data di pubblicazione: 27/01/2026 alle 18:08
(Adnkronos) –
L’orologio dell’Apocalisse più vicino che mai alla mezzanotte. Il Doomsday Clock, indicatore del Bulletin of the Atomic Scientists (“Bollettino degli scienziati atomici”) che rappresenta quanto l’umanità sia vicina alla catastrofe, si è avvicinato più che mai alla mezzanotte, a causa delle preoccupazioni relative alle armi nucleari, al cambiamento climatico e alla disinformazione.
L’ente, che ha creato l’orologio metaforico all’inizio della Guerra Fredda, ha spostato le lancette a 85 secondi dalla mezzanotte, quattro secondi più vicino rispetto a un anno fa.
L’annuncio arriva a un anno dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, durante il quale il presidente Usa ha infranto norme consolidate ordinando attacchi unilaterali all’estero, dispiegando la forza in patria in sfida alle autorità locali e ritirando il Paese da una serie di organizzazioni internazionali. Come gli Uss, anche Russia, Cina e altri grandi Paesi “sono diventati sempre più aggressivi, ostili e nazionalisti”, si legge in una dichiarazione che annuncia lo spostamento delle lancette, decisa dopo consultazioni con un consiglio che include otto premi Nobel.
“Conquiste globali duramente ottenute stanno crollando, accelerando una competizione tra grandi potenze in cui il vincitore prende tutto e minando la cooperazione internazionale, fondamentale per ridurre i rischi di guerra nucleare, cambiamento climatico, uso improprio della biotecnologia, potenziale minaccia dell’intelligenza artificiale e altri pericoli apocalittici”, scrivono gli scienziati del Bulletin, avvertendo dell’aumento del rischio di una corsa agli armamenti nucleari in vista della scadenza di settimana prossima del trattato di riduzione New Start, siglato tra Washington e Mosca. “Per la prima volta da oltre mezzo secolo, non ci sarà nulla a impedire una corsa incontrollata agli armamenti nucleari”, ha dichiarato Daniel Holz, fisico dell’Università di Chicago e presidente del Consiglio per la Scienza e la Sicurezza del Bulletin, in una conferenza stampa.
I membri del consiglio hanno anche espresso allarme per la stretta di Trump in Minnesota, Stato in cui la Casa Bianca ha dispiegato agenti mascherati e armati nel corso di un’operazione anti-immigrazione che hanno represso con forza i manifestanti e ucciso due persone. “La storia ha dimostrato che quando i governi non rispondono più ai propri cittadini, seguono conflitto e miseria”, ha detto Holz. Il consiglio ha anche rilevato livelli record di emissioni di anidride carbonica, il principale fattore dell’aumento delle temperature globali, in un momento in cui Trump sta portando a termine un drastico ribaltamento della politica Usa riguardo alla lotta al cambiamento climatico, con diversi altri Paesi che fanno altrettanto.
I membri del Bulletin temono anche il pericolo di una frattura della fiducia globale. “Stiamo vivendo un Armageddon dell’informazione, la crisi sotto tutte le crisi, alimentato da una tecnologia predatoria ed estrattiva che diffonde le bugie più velocemente dei fatti e trae profitto dalle nostre divisioni”, ha detto Maria Ressa, giornalista investigativa filippina e premio Nobel per la Pace che ha dovuto affrontare intense pressioni da parte dell’ex presidente filippino Rodrigo Duterte, ora in attesa di processo presso la Corte penale internazionale (Cpi). Ressa ha indicato le azioni di Trump in Minnesota e le sue minacce di sequestrare la Groenlandia come esempi della perdita della “battaglia per l’integrità dell’informazione”, con i meme che diventano realtà. “Gli uomini che controllano le piattaforme che plasmano ciò in cui credono miliardi di persone si sono fusi con gli uomini che controllano governi ed eserciti”, ha aggiunto.
Il Bulletin, fondato da Albert Einstein, Robert Oppenheimer e altri scienziati nucleari dell’Università di Chicago, inizialmente collocò le lancette dell’orologio a sette minuti dalla mezzanotte nel 1947. Anche lo scorso anno si sono avvicinate a mezzanotte, ma di un solo secondo, anche grazie alle promesse di Trump, reinsediato da poco, di perseguire pace e cooperazione. “Il problema è che la retorica non ha per nulla corrisposto alle azioni”, ha dichiarato Alexandra Bell, presidente e amministratrice delegata dell’ente.
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