
Radio K55
Data di pubblicazione: 09/02/2026 alle 15:05
(Adnkronos) –
Serena Williams ‘piomba’ sul Super Bowl con uno spot per un farmaco dimagrante e scoppia la bufera social. L’ex stella del tennis, in forma smagliante, è la protagonista di un commercial andato in onda durante la finale del campionato Nfll, quando mezza America – più o meno – è davanti alla tv. La leggenda del tennis, nello spot, si inietta un farmaco Glp-1, indicato nei casi di obesità e diabete, elencandone i vantaggi. E, come se non bastasse, ordina anche le pillole prodotte dalla casa farmaceutica. Sui social dell’ex atleta, qualcuno azzarda: “Mi chiedo quali siano gli effetti a lungo termine di questi farmaci”. In generale, abbondano commenti che evidenziano la forma eccellente della star, testimonial di un prodotto che va assunto sotto attento controllo.
“In Italia fortunatamente non sarebbe possibile perché la pubblicità dei farmaci è vietata. Ma di sicuro si tratta di un messaggio inquietante e dannoso perché vedere una sportiva, normopeso nel video (e comunque non di certo obesa anche in passato), iniettarsi il medicinale rischia di creare un pericoloso equivoco. Come se per essere in forma e avere le prestazioni che lei ha sempre avuto nel tennis serva somministrarsi questo farmaco: uno spot assolutamente da non condividere”, dice all’Adnkronos Salute Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid).
Infatti, continua l’esperta, “dai dati noti dell’atleta l’indice di massa corporea non è stato mai esageratamente elevato”. E bisogna anche considerare “che questo valore non può dirci tutto nel caso di una persona, come la Williams, con uno sviluppo di massa muscolare importante: il Bmi (Body mass index) non distingue tra massa grassa e massa muscolare”, evidenzia Buzzetti che, per queste ragioni, ribadisce di non condividere “uno spot di questo tipo che va alla popolazione generale e che si può facilmente fraintendere”.
“Questi farmaci – chiarisce la presidente Sid – sono utilissimi ed efficacissimi in chi ha il diabete di tipo 2 e in chi è obeso o molto sovrappeso e con una patologia. Non dovrebbero essere prescritti a persone che hanno qualche chilo in più, figuriamoci in chi è normopeso e magari, attraverso questo tipo di comunicazione, si convince di poter ‘funzionare’ meglio usando questo farmaco di cui, invece, non ha alcun bisogno”.
Anche nel nostro Paese, ricorda la specialista, “c’è stata un’eccessiva prescrizione di questi medicinali. Abbiamo avuto dei momenti in cui scarseggiavano nelle farmacie, in particolare semaglutide. Non riuscivamo più a trovarne per i pazienti con diabete di tipo 2 che ne avevano realmente bisogno. C’è stata già, nel recente passato, una leggerezza nelle prescrizioni.
Ma le indicazioni sono ben chiare: dovrebbe essere prescritto a chi ha un Bmi superiore a 27 insieme ad altre patologie, oppure un Bmi sopra 30. Per cui, al di là del diabete, anche nell’uso per il controllo del sovrappeso e dell’obesità ci sono indicazioni specifiche da seguire. Non attenersi a tale prescrizione è assolutamente sbagliato. E fare una pubblicità a livello di popolazione generale – passando il messaggio che somministrando questo farmaco si sta bene in salute, si è atletici e fa bene anche a chi fa sport – è veramente grave e non condivisibile al 100%”.
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Scritto da: News News
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