logo_k55_125x125_giallo
Loading ...
play_arrow

keyboard_arrow_right

Listeners:

Top listeners:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    Radio K55

News Regionali

A Pisa sei fotografie trasformano un luogo di servizio in visione

today13/02/2026 - 13:55 1

Sfondo
share close

Data di pubblicazione: 13/02/2026 alle 13:55

(Adnkronos) – L’arte dove meno ci si aspetta di trovarla: all’ingresso dei servizi igienici di Piazza del Duomo a Pisa. Qui, nel cuore monumentale della città, sei fotografie in bianco e nero di grande formato firmate da Sonia Marrese trasformano uno spazio funzionale in una soglia contemplativa, dimostrando che anche i luoghi più prosaici possono farsi teatro dell’incanto. 

L’Opera della Primaziale Pisana ha commissionato un nuovo intervento site-specific a Sonia Marrese, che ha ideato le sei fotografie in bianco e nero di grande formato che abitano ora l’accesso ai servizi igienici della piazza, trasformando uno spazio funzionale in una soglia contemplativa. Anche i luoghi più prosaici possono diventare teatro dell’incanto. Anzi, forse proprio lì la bellezza rivela la sua natura più radicale: quella di un’invasione gentile che non risparmia nulla, nemmeno gli spazi che per pudore vorremmo rendere invisibili. È in questa logica apparentemente paradossale che si inserisce l’intervento: portare l’arte proprio dove nessuno si aspetterebbe di trovarla, trasformando una sorta di exclave funzionale in uno spazio comunque abitato dalla bellezza. 

Le immagini – parte della serie “Doppio Sogno/ Dream within a dream” – non si limitano a decorare un cancello di servizio: lo smaterializzano. Stampate su supporto riflettente, le fotografie dialogano con la luce nelle diverse ore del giorno, creando un effetto di trasparenza velata, un vedo-non-vedo che invita chi aspetta all’aria aperta a guardarsi alle spalle, a riflettere – letteralmente – su ciò che si è appena attraversato. Sì, perché tutte le foto di Marrese ritraggono la piazza dei Miracoli: la Cattedrale, il Battistero, la Torre e financo la sua cella campanaria. 

La funzione diventa pleonastica. Perché in una piazza dove ogni centimetro è saturo di bellezza monumentale, persino l’anfratto destinato al bisogno più elementare viene pervaso dalla stessa densità estetica che governa la Torre, il Battistero, il Duomo. Come se Pisa non potesse fare a meno di se stessa, nemmeno nei suoi margini. 

«I riflessi sull’acqua che caratterizzano il mio lavoro fotografico», spiega Sonia Marrese, «diventano qui riflessi di memoria. Chi si trova in questo spazio di attesa può vedere, quasi in controluce, la magnificenza della piazza che ha appena lasciato. È un invito a non dimenticare dove si è, anche quando si è ai margini». Il bianco e nero fortemente contrastato delle fotografie amplifica questo straniamento. Scattate a partire dalla primavera del 2020, le immagini di Marrese mostrano una diradata presenza umana che dilata la bellezza surreale degli scenari sontuosi, raddoppiati nell’acqua. Come notato da Tano Siracusa, fotografo e saggista, nella sua lettura critica di Doppio Sogno «l’acqua e cielo, il sopra e il sotto, l’alto e il basso ripetono e ribaltano le geometrie dei monumenti, dell’artificio umano, e le forme astratte delle nuvole, quasi a suggerire una circolarità della visione oltre la convenzione del quadrato e del rettangolo. Nelle simmetrie dei riflessi, i neri profondi delle ombre e la luce squillante che li attraversa raddoppiano l’artificio e suggeriscono, oltre il dramma e l’inquietudine del presente, uno spazio rarefatto di pura immaginazione e di stupore». 

Il progetto di Marrese si inserisce in linea di continuità con “Morgana. Riflessioni di luce e storia” (2025), l’installazione con cui Marrese aveva trasformato un’impalcatura di cantiere, sempre in piazza dei Miracoli, in uno specchio poetico della città. Se allora il cantiere diventava “opportunità narrativa”, oggi è lo spazio di servizio a mutare statuto: da spazio di necessità a soglia contemplativa. Marrese risponde con gesti minimi, ma inattesi: infiltra bellezza negli interstizi, nei luoghi che nessuno penserebbe di guardare con attenzione. 

Sonia Marrese è fotografa freelance, vive e lavora a Pisa. È cresciuta nell’atmosfera di un laboratorio mobile, un camion adibito a camera oscura usato dal padre, fotografo pubblicitario negli anni ’70. Da quell’esperienza è nato un amore profondo per lo studio dell’immagine e la sua capacità di raccontare. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, pubblicando anche lavori fotografici: «Osservo quello che vedo, entro dentro quello che colpisce il mio sguardo e le mie emozioni e attraverso lo scatto fermo quel momento, cercando di restituire un’immagine poetica, magica, onirica». 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

Rate it

Radio K55 APP

GRATIS
VISUALIZZA