
Radio K55
Data di pubblicazione: 18/02/2026 alle 15:21
(Adnkronos) – A Bruxelles parlano anche i muri. Posto che ci sia qualcuno ad ascoltare, cosa che non sempre accade, perché quasi tutti i media attivi nella ‘Bubble’ sono sottodimensionati rispetto alla mole di informazioni che produce, a ondate, la capitale comunitaria. Tanto che l’ex commissario all’Economia Paolo Gentiloni ricordava spesso che uno dei grandi problemi dell’Ue era lo scarso controllo da parte dell’opinione pubblica.
I ‘leaks’, le fughe di informazioni, sotto forma di anticipazioni e bozze di documenti che spuntano da ogni dove, fanno parte della vita quotidiana dell’Ue. Costituiscono, in qualche misura, un contrappeso e un antidoto all’opacità delle istituzioni comunitarie, generata anzitutto dalla complessità dell’architettura istituzionale dell’Unione e delle sue procedure.
Ma c’è chi non gradisce. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, giunta alla fine del primo anno del suo secondo mandato, ha deciso di rimettere ‘in riga’ i suoi commissari, evidentemente un po’ troppo inclini a far trapelare informazioni che, secondo la presidente, dovrebbero restare riservate. E’ anche per questo, come attesta il verbale della riunione del collegio dei commissari del 10 dicembre, consultato dall’Adnkronos, che von der Leyen ha deciso di portare tutti i suoi 26 colleghi a Lovanio, lo scorso 4 febbraio. La riunione, dunque, non puntava solo a preparare il Consiglio Europeo informale del 12 febbraio nel castello di Alden-Biesen e a migliorare i “metodi di lavoro” del collegio. Nel mirino di von der Leyen c’erano in particolare i ‘leaks’, un ‘vizietto’ evidentemente un po’ troppo diffuso nella sua seconda Commissione.
La presidente, riporta il verbale della riunione, “ha dichiarato che un seminario del collegio si terrà il 4 febbraio 2026, prima del ritiro dei leader del 12 febbraio. Parte del seminario si concentrerà sul bilancio delle riforme attuate per rafforzare la competitività dell’Ue, traendo spunto dagli insegnamenti tratti dai rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi. Ha quindi invitato i membri del collegio a individuare i progressi compiuti nelle politiche di loro competenza”.
Un’altra parte del seminario, si legge poi, “si concentrerà su come migliorare i metodi di lavoro della Commissione, e in particolare su come prevenire fughe di notizie durante il processo decisionale. Infine, la presidente ha osservato che il principio di collegialità implica che ogni membro del collegio si assuma la responsabilità, promuova, anche pubblicamente, e sostenga ogni decisione presa dal collegio”. Quindi, una volta che una decisione è stata presa, ogni singolo membro del collegio è tenuto a sostenerla in pubblico, anche se magari non la condivide. Commissario avvisato, mezzo salvato. (di Tommaso Gallavotti)
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Scritto da: News News
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