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Data di pubblicazione: 09/04/2026 alle 10:59
(Adnkronos) –
Scintille in aula alla Camera tra maggioranza e opposizione. Sotto gli occhi di Giorgia Meloni, che aveva appena terminato l’informativa sull’azione di governo, è scoppiato il caso della sospensione dei deputati di opposizione per aver impedito la conferenza stampa sulla remigrazione nel gennaio scorso. Una decisione dell’Ufficio di presidenza fortemente contestata da Andrea Casu: “Si limita l’esercizio parlamentare”, ha spiegato il deputato del Pd in un accorato intervento, a lungo applaudito dai parlamentari del suo gruppo, in cui ha letto tutti i nomi dei 32 destinatari del provvedimento: “Sono stati sanzionati per aver difeso la dignità del Parlamento”.
Casu ha quindi chiesto di riaprire il caso con l’intervento della Giunta per il regolamento: “Serve un chiarimento. La Costituzione è antifascista e non si possono sanzionare deputati che vogliono difenderla”. A dare man forte alle argomentazioni dei dem è stata Avs: “Il nostro gruppo verrà dimezzato!”, ha lamentato Marco Grimaldi. Stessa linea per il M5s.
A infiammare l’Aula, ci ha pensato quindi l’intervento in replica di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. ”Vedo che mi fanno minacce fisiche, ‘vieni qua, vieni qua’. La prego presidente – ha incalzato – di vedere poi i filmati in ufficio di presidenza perché non si può minacciare fisicamente un parlamentare mentre parla. Coloro che si riempiono la bocca di antifascismo devono sapere che questo è l’atteggiamento pericoloso che in altri anni si è tenuto in questa aula: quello di poter decidere chi poteva o non poteva parlare. La libertà e la democrazia, ottenuti grazie a chi ha combattutto davvero il fascismo e non da chi in quegli anni sarebbe stato un ruffiano del regime, prevede che in questa aula possano parlare tutti senza minacce”.
”La Costituzione e le regole democratiche prevedono che chi può parlare, chi può o non può entrare alla Camera, chi può essere ospite di un parlamentare non lo possono decidere alcuni parlamentari perché altrimenti viene meno la democrazia. Ci sono gli organi istituzionali che lo decidono. Non c’è nessun deputato in questa aula che può fare lo sceriffo della democrazia, chi prova a scavalcare le istituzioni competenti con la violenza ne deve pagare le conseguenze”, rimarca l’FdI.
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politica
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