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Flotte aziendali, il fisco rallenta il rinnovo. Cresce l’elettrico ma telematica ancora poco diffusa

today17/04/2026 - 14:14 3

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Data di pubblicazione: 17/04/2026 alle 14:14

(Adnkronos) – Fiscalità complessa, elettrificazione in crescita e telematica ancora sottoutilizzata. Sono questi i principali trend che emergono dalla instant survey presentata durante la dodicesima edizione del Fleet Motor Day, appuntamento dedicato ai gestori delle flotte aziendali andato in scena a Roma e all’autodromo di Vallelunga. 

L’indagine, realizzata su 48 fleet e mobility manager di grandi aziende per un totale di 82.873 veicoli gestiti, ha analizzato l’impatto delle norme fiscali sulle scelte delle imprese, il livello di diffusione della telematica e lo stato della transizione energetica nei parchi auto aziendali. 

Dallo studio emerge come la leva fiscale rappresenti oggi uno dei principali ostacoli al rinnovo delle flotte. L’introduzione dei nuovi fringe benefit e i continui cambiamenti normativi hanno aumentato l’incertezza gestionale: oltre quattro manager su dieci indicano tra le maggiori criticità il calcolo del “valore normale” dei veicoli, mentre il 32% segnala problemi nelle riassegnazioni delle auto e il 28% nella gestione delle ricariche domestiche dei modelli elettrici, considerate soggette a una doppia imposizione. 

 

Sul fronte della transizione energetica, il 71% delle aziende dichiara di aver già introdotto in modo significativo veicoli elettrificati nella propria flotta. Il 23% non prevede invece cambiamenti nel breve termine, mentre il 6% procede con cautela. A trainare la scelta sono motivazioni ambientali (38%), vantaggi fiscali (37%) e obiettivi ESG (24%). 

Giuseppe Benincasa, Direttore ANIASA ha dichiarato che: “Sempre più aziende e cittadini scelgono di usare l’auto anziché acquistarla, un’evoluzione che evidenzia la necessità di definire una normativa specifica e unitaria per questo settore, che ne regolamenti in modo omogeneo tutti gli aspetti: dall’immatricolazione alla circolazione, con particolare focus sulla fiscalità. Per le imprese italiane serve, infatti, un quadro fiscale più equo, in linea con gli standard europei e soprattutto stabile nel tempo”.
 

Federico Di Paola – Presidente di Best Mobility ha poi evidenziato che: “Lo studio presentato mostra come le aziende possono essere il vero motore dell’elettrificazione della mobilità in Italia. Se l’attuale sistema di tassazione delle auto in fringe benefit spinge in questa direzione, favorendo veicoli plug-in ed elettrici, la carenza di infrastrutture, i costi elevati, l’incertezza dei mercati e la mancanza di una politica di incentivi a sostegno di questa trasformazione rendono difficile il raggiungimento dell’obiettivo. Servono quindi regole più coerenti e stabili che permettano di pianificare investimenti nel lungo periodo per poter rendere davvero effettiva l’elettrificazione della mobilità”.
 

Andrea Cardinali – Direttore Generale UNRAE ha infine osservato come: “Il 2026 mostra segnali positivi, ma il contesto resta fragile e i volumi sono lontani dal pre-pandemia (stima circa -20%). In questo scenario, gestire la transizione richiede politiche certe e interventi sulla fiscalità delle flotte. Stimiamo che, da una revisione della deducibilità delle auto a uso promiscuo e pool, con un costo erariale netto di circa 85 milioni, potrebbero derivare oltre 100.000 nuove immatricolazioni a basse e 0 emissioni. Un volano concreto per l’usato fresco e accessibile e un moltiplicatore ben più efficiente degli incentivi”.
 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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