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Data di pubblicazione: 21/04/2026 alle 15:12
(Adnkronos) – E’ stato condannato a 30 giorni di reclusione e sospeso dal servizio operativo il soldato israeliano che ha distrutto a martellate una statua di Gesù nel sud del Libano. Lo ha riferito l’esercito israeliano, precisando che gli stessi provvedimenti sono stati adottati nei confronti di un secondo soldato, che aveva fotografato la scena.
L’episodio è emerso dopo la diffusione sui social di un’immagine in cui si vede il militare colpire la statua, già caduta da una croce, fino a decapitarla nel villaggio cristiano di Debl, vicino al confine con Israele. Le Idf, dopo aver confermato l’autenticità del materiale, hanno parlato di un comportamento “totalmente incoerente con i valori delle truppe” e hanno e avviato un’indagine interna, promettendo provvedimenti severi.
La reazione è stata immediata anche a livello politico. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha definito l’accaduto “un atto vergognoso”, ribadendo che si tratta di un gesto “totalmente contrario ai nostri valori” e presentando scuse ufficiali ai cristiani.
Anche il premier Benjamin Netanyahu ha condannato l’episodio, dicendosi “scioccato e addolorato” e assicurando che verranno adottate misure disciplinari adeguate. Parallelamente, è stato annunciato anche un impegno a collaborare con la comunità locale per ripristinare la statua danneggiata.
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Scritto da: News News
Presentato da Gianfranco Romano
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