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Data di pubblicazione: 27/04/2026 alle 17:31
(Adnkronos) –
Il caro carburanti rischia di lasciare a terra il trasporto pubblico locale. La stessa Agens, l’Associazione che rappresenta gli interessi del settore dei trasporti e dei servizi nel sistema di Confindustria, ha rilevato che l’attuale crisi ha generato molti aggravi economici per il tpl (oneri giornalieri aggiuntivi stimati in 0,54 milioni di euro per il solo combustibile diesel; extracosto annuo prospettico di oltre 200 milioni di euro e, infine, l’extracosto complessivo del settore che è di oltre 400 milioni di euro, includendo il trasporto commerciale operato con il restante 47% della flotta nazionale). Questo scenario sta portando in sofferenza le aziende del settore che rischiano di dover tagliare servizi o peggio ancora fermarsi”. Per questo si chiede “al Governo l’opportunità di estendere il credito d’imposta anche ai veicoli adibiti al trasporto passeggeri al fine di compensare gli extracosti energetici”.
All’appello di Agens si uniscono, dal Nord al Sud, anche i Comuni. “Il caro carburanti – dice, all’Adnkronos/Labitalia, l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patanè – incide sul trasporto pubblico locale in termini di costi, che diventano maggiori. Anche se negli ultimi anni non pesa più come prima, perché il parco tpl è equamente diviso tra 30% metano, 30% ibridi, 30% elettrici. In ogni caso, non influisce sulla sicurezza che funzioni il servizio”.
“Il trasporto pubblico- spiega all’Adnkronos/Labitalia Edoardo Cosenza, assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli – è energivoro e quindi il caro carburante sicuramente influirà sui costi del sistema dei trasporti pubblici locali. Stiamo parlando di un servizio dove la biglietteria copre un terzo dei costi. Speriamo in un aiuto del governo e della Regione, per non dover andare a tagliare gli orari perché si tratta di un servizio per il cittadino”.
“Noi come Comuni – sottolinea – attraverso l’Anci faremo sicuramente delle proposte per aiutare il sistema dei trasporti, magari con un mix di fondi tra il governo e la Regione, se possibile. L’ultima cosa che vogliamo fare è aumentare il costo dei biglietti. Napoli ha un costo dei biglietti particolarmente basso: la metropolitana costa 1,50 centesimi e il bus 1,30 centesimi. Ovviamente non vogliamo neanche ridurre il servizio, certo però dobbiamo vedere quanto dura la crisi”.
Il vero banco di prova sarà il secondo trimestre dell’anno. Anche l’Amat, l’azienda di trasporto pubblico urbano di Palermo, fa i conti con il caro carburante. Un’impennata, quella dei costi energetici legati alla crisi internazionale, che a livello nazionale è calcolata in oltre 20 milioni di euro ogni mese, e che per la società di via Roccazzo potrebbe tradursi nei prossimi mesi in un incremento percentuale a doppia cifra. Nel primo trimestre dell’anno la spesa per la voce energia per la società in house del Comune di Palermo è stata di un milione e 848mila euro, appena 6mila euro in più rispetto al 2025, ma gli effetti dei rincari sono attesi nei prossimi mesi. “Al momento è possibile solo fare delle ipotesi, secondo le nostre stime l’aumento sarà del 20-25%”, dice all’Adnkronos il presidente dell’azienda cittadina dei trasporti, Giuseppe Mistretta, per il quale, al di là dell’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, però, resta un dato con cui fare i conti. Da subito.
“La politica di approvvigionamento energetico delle aziende di trasporto pubblico urbano – dice – deve passare attraverso una indispensabile transizione energetica, che guardi alle fonti alternative e che permetta alle imprese del comparto di diventare autoproduttrici. Insomma, sia che questa guerra termini presto, come ci auguriamo tutti, sia che si protragga, il dato è tratto: le aziende devono dotarsi di politiche che permettano di diventare autoproduttrici, perché certamente siamo un comparto molto energivoro”. Oggi l’Amat punta all’elettrico.”Il 50% dei nostri bus lo è ed entro un paio di mesi raggiungeremo la soglia del 60% su una flotta di 300 autobus – assicura Mistretta -. Stiamo andando avanti velocemente su questo fronte, sostituendo i vecchi mezzi. Il tema, però, lo ribadisco, è innanzitutto diventare produttori di energia e, in secondo luogo, approcciarsi a un sistema logistico diverso, che diventa fondamentale nel caso di mezzi elettrici, prevedendo, ad esempio, delle aree di sosta per i bus in diverse zone della città”.
Di fronte a un scenario internazionale incerto, però, per il presidente di Amat l’orizzonte non è fosco. “I risultati conseguiti in questi anni dall’azienda, grazie soprattutto all’introduzione di efficaci politiche commerciali, hanno dimostrato il potenziale inespresso della società. Ecco perché riteniamo che questa crisi energetica ci metterà sicuramente a dura prova, ma non al punto da mettere a rischio la tenuta dell’azienda”. Insomma, conti al sicuro e servizi garantiti.
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Scritto da: News News
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