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Salute e Benessere

Sanità al bivio, Vaia: “Ssn è ottimo ma dormiente su organizzazione e riforme, ora scossa’

today06/05/2026 - 14:32 4

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Data di pubblicazione: 06/05/2026 alle 14:32

(Adnkronos) – “La nostra sanità è ottima e non abbiamo bisogno di andare all’estero ma occorrono dei correttivi. Una grande macchina che abbiamo comprato ad un certo punto ha bisogno di una revisione, quindi anche il Ssn dopo tanti anni ha bisogno di una revisione. Anzi di una scossa. A volte è dormiente dal versante organizzativo e dal versante delle necessarie riforme che servirebbero. Si dovrebbe partire dalla persona, il Ssn è per la persona che deve essere accompagnata e presa in carico. Immagino che possa essere il medico di medicina generale a farlo. Se noi ci rivolgiamo ad una agenzia di viaggio per una meta, l’agenzia non è che ci rimanda ad un’altra o ci fa aspettare ma ci fornisce un pacchetto. Ecco, se io mi rivolgo al medico di famiglia o al ‘case-manager’, questa persona o questa struttura deve avere la possibilità di darmi subito quello che è necessario per la mia salute. In questo modo se io vengo preso in carico non ho bisogno di attendere mesi o anni, perché le liste d’attesa sono la vergogna di questo tempo. Noi lanciamo un Manifesto che ha tra i dieci punti qualificanti l’intregrazione ospedale-territorio”. Così Francesco Vaia, oggi componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, già direttore dell’Inmi Spallanzani di Roma e in seguito della Prevenzione del ministero della Salute, ospite questa mattina di Rtl 102.5. 

“Non si deve inventare nulla: serve il buon senso – continua Vaia – Durante la pandemia abbiamo sperimentato allo Spallanzani le Uscar, medici giovani che andavano a casa delle persone – non a mani nude – ma con strumenti come gli ecografi. Si verificava la situazione e se non c’era la polmonite si evitava l’ospedale. Questo modello aveva due cose buone: la persona era contenta di stare a casa e poi si evitava l’ingolfamento dell’ospedale. La telemedicina ci aiuta in questo ci aiuta e ci aiuterà sempre di più. Si deve curare a casa o in strutture intermedie che sono le Case di comunità”.  

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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