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Meloni-Rubio, oggi incontro per ricucire tra Italia e Usa: focus su Hormuz e Libano

today08/05/2026 - 04:29 5

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Data di pubblicazione: 08/05/2026 alle 04:29

(Adnkronos) – Una visita definita “di cortesia”, tengono a precisare da ambienti di governo. Ma anche un tentativo di riallacciare un rapporto che, nelle ultime settimane, complice la raffica di attacchi di Donald Trump, si era progressivamente incrinato. Oggi 8 maggio alle 11.30 Marco Rubio, segretario di Stato americano, sarà a Palazzo Chigi per l’atteso faccia a faccia con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un incontro che arriva all’indomani della visita in Vaticano, dove il numero uno della diplomazia Usa ha incontrato Papa Leone XIV, altro bersaglio degli strali del tycoon. 

Sul tavolo del colloquio tra Meloni e Rubio ci saranno soprattutto la crisi iraniana e il nodo energetico. L’Italia, riferiscono fonti di governo, confermerà la propria linea sullo Stretto di Hormuz: disponibilità a fornire cacciamine per eventuali operazioni di sminamento nell’area, snodo cruciale per il commercio internazionale, ma solo dopo il via libera del Parlamento e all’interno di una cornice internazionale condivisa. È probabile inoltre che Meloni affronti con Rubio anche il tema degli attacchi rivolti da Trump all’Italia, accusata dal capo della Casa Bianca di non aver garantito un sostegno adeguato sul dossier iraniano. Il presidente americano aveva addirittura ipotizzato un parziale ridimensionamento della presenza militare statunitense nelle basi italiane. 

“L’Italia ha sempre rispettato tutti gli impegni sottoscritti, in particolare in ambito Nato. Lo abbiamo fatto anche quando non erano direttamente in gioco i nostri interessi, dall’Afghanistan all’Iraq. Per questo alcune affermazioni nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché in sede Nato nessuno si è presentato per chiedere sostegno agli alleati sulle scelte che stava facendo…”, aveva replicato (con evidente irritazione) la premier nei giorni scorsi a Yerevan, a margine del summit della Comunità politica europea. Una posizione che potrebbe ribadire – con le dovute sfumature – anche oggi nel colloquio con Rubio. 

Tra i dossier sul tavolo ci sarà probabilmente anche il Libano e il futuro della missione Unifil, mentre nel Paese continua la massiccia offensiva israeliana. Ieri un razzo è caduto all’interno della base di Shama, sede del contingente italiano di Unifil Sector West. Nessun ferito tra i militari italiani, ma sono stati registrati lievi danni a un mezzo. 

Del Libano, Rubio discuterà anche con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Naturalmente parleremo della situazione internazionale, delle relazioni bilaterali. Gli Stati Uniti sono un nostro alleato fondamentale e crediamo fortemente nelle relazioni transatlantiche”, ha detto il titolare della Farnesina aggiungendo che “se ci sono dei punti dove non si è d’accordo lo si dice, ma questo non significa che non essere d’accordo su alcune questioni venga meno la alleanza transatlantica perché l’Europa ha bisogno degli Stati Uniti, ma è altrettanto vero che gli Stati Uniti hanno bisogno dell’Europa”. Con il segretario di Stato abbiamo un rapporto “franco, sereno” e oggi si parlerà anche dei dazi, ha proseguito Tajani. Rubio “non è competente per i dazi”, ma “la nostra posizione è sempre la stessa. Noi non vogliamo guerre commerciali. Ci auguriamo anche che faccia in fretta il Parlamento europeo ad approvare gli accordi firmati con gli Stati Uniti. Anche la mia famiglia politica, il Partito Popolare Europeo, vuole concludere in tempi piu rapidi possibili. Parleremo di questo. Le guerre commerciali non servono”. 

All’appuntamento di oggi, Meloni arriva dopo le ultime 24 ore fitte di incontri. La premier ha ricevuto nell’ordine il leader ungherese Peter Magyar, il primo ministro del governo di unità nazionale libico Abdul Hamid Dbeibeh e il premier polacco Donald Tusk. Con Dbeibeh, riferisce Palazzo Chigi, “si è discusso delle modalità per rafforzare ulteriormente la già solida cooperazione bilaterale, con particolare attenzione alle relazioni economiche e agli investimenti nel settore energetico”. I due leader hanno inoltre riaffermato “il comune impegno nella gestione dei flussi migratori”, facendo il punto anche sulle iniziative condivise con partner internazionali come Turchia e Qatar. (di Antonio Atte) 

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Scritto da: News News

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