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Encefalopatia epatica, Monti (Reg. Lombardia): “Ridurre disuguaglianze territoriali”

today13/05/2026 - 11:55 2

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Data di pubblicazione: 13/05/2026 alle 11:55

(Adnkronos) – “L’iniziativa di oggi rappresenta un esempio concreto di come si possa rafforzare il collegamento tra il territorio regionale della Lombardia – la più grande regione italiana, con oltre 10 milioni di abitanti – e le istituzioni nazionali, lavorando insieme in una logica di squadra. E’ lo stesso approccio che emerge anche dal paper di approfondimento di Alfasigma presentato oggi, che mette in evidenza le forti disuguaglianze territoriali ancora presenti nel nostro Paese. L’encefalopatia epatica è una complicanza molto diffusa, ma ancora largamente sottodiagnosticata. Per questo è fondamentale favorire una diagnosi precoce e far emergere il sommerso, superando le differenze territoriali nell’accesso alle cure e nella presa in carico dei pazienti. Lo studio offre strumenti utili per individuare azioni concrete su cui costruire una strategia condivisa tra Stato e Regioni, valorizzando la collaborazione sul territorio come elemento chiave”. Così Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia, Regione Lombardia, a Roma alla presentazione della campagna ‘Encefalopatia epatica: riEEsci a vederla?’, promossa da Alfasigma in collaborazione con associazione EpaC Ets e con il patrocinio di Aigo – Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, Aisf – Associazione italiana per lo studio del fegato, Cleo – Club degli epatologi ospedalieri, Fadoi – Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti e Simg – Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. 

“Parliamo di una patologia in cui esiste un’ampia area di casi sottodiagnosticati – sottolinea Monti – ma anche di segnali precoci che possono aiutare a intervenire tempestivamente: confusione mentale, disturbi del linguaggio, sonnolenza e alterazioni comportamentali. Sono aspetti che richiedono una forte integrazione tra ambito sanitario e sociale, perché solo attraverso un approccio coordinato è possibile definire strategie efficaci”. 

“Importante – aggiunge – anche il focus sulla ‘caregiver academy’. Le persone che assistono e si prendono cura sono figure fondamentali nella gestione di questa patologia. I caregiver devono essere formati, accompagnati e supportati, perché rappresentano un elemento centrale nella presa in carico complessiva del paziente. La comunicazione, infine, resta un aspetto decisivo: viviamo in un’epoca in cui informare correttamente e raggiungere le persone nel modo giusto è essenziale per migliorare consapevolezza, diagnosi e assistenza”, conclude Monti. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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