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Italiani morti alle Maldive, direttore MaRhe: “Montefalcone bravissima, stavamo organizzando crociera per studenti”

today15/05/2026 - 17:33 2

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Data di pubblicazione: 15/05/2026 alle 17:33

(Adnkronos) – “Quando muoiono sono sempre tutti bravi, ma la professoressa Monica Montefalcone non era brava, di più”. A dirlo in un’intervista all’Adnkronos è il professore dell’Università Bicocca Paolo Galli, direttore di ‘MaRhe’ (Marine Research and Higher Education), il centro di ricerca e alta formazione che l’ateneo milanese ha aperto nel 2009 alle Maldive, sull’isola di Magoodhoo, nell’atollo di Faafu. Una roccaforte per lo studio degli ecosistemi tropicali e della barriera corallina, che ogni anno accoglie centinaia di studenti e ricercatori da tutto il mondo. 

La professoressa Montefalcone non c’era mai stata, ma i due accademici italiani esperti dei reef maldiviani erano in contatto tra loro. “Aveva fatto una lezione alla Bicocca e proprio in questi giorni avevamo iniziato a organizzare una crociera alle Maldive con gli studenti per settembre”, dice Galli. Il viaggio non si farà, dopo l’incidente in cui sono morti ieri la docente del Distav dell’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il laureato in Biologia ed ecologia marina Federico Gualtieri e l’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti. “Quello che è successo è pazzesco”, commenta il professore di Ecologia, ancora incredulo della morte della collega.  

Prematuro ora, prima che le indagini chiariscano cosa sia andato storto, commentare l’incidente. Certo però – osserva Galli – difficilmente il meteo avverso può essere il responsabile di ciò che accade a cinquanta metri sotto la superficie del mare. “Potrebbero esserci correnti, ma quelle ci sono sempre”, spiega. Il professore della Bicocca non s’immerge a tali profondità con gli studenti “e mai in grotta, perché è troppo pericoloso per noi e servono dei brevetti particolari. E poi c’è tanto da studiare fuori, per ora ci dedichiamo a quello”, spiega, sottolineando come da un punto di vista scientifico “le Maldive siano veramente uniche”. 

Anche le grotte subacquee “sono ambienti che non si conoscono e bisogna studiarli”. Ad esempio se è vero che “quasi tutti i coralli amano la luce, ce ne sono alcuni che vivono al buio. Immagino che” i cinque sub italiani morti ieri “fossero lì per cercarli”. Ora la speranza è che, “in una zona piena di squali”, si riescano a recuperare tutti i corpi e che la tragedia – che proprio nell’anno in cui l’Ambasciata italiana a Malé festeggia il suo sessantesimo anniversario fa segnare allo stato insulare il record di vittime in un’immersione – non abbia ripercussioni sull’attività dei ricercatori.  

“Noi non molliamo”, assicura il direttore di MaRhe, che tra pochi giorni ripartirà per le Maldive, pronto come tutti gli anni ad accogliere studenti da tutto il mondo. “Ne possiamo avere fino a quaranta alla volta. Dal 2009 ne sono venuti tantissimi e tutti ci riconoscono che è tutto a posto e tutto in ordine. Tutta l’attrezzatura è sempre revisionata e siamo molto ligi alla legge: non consentiamo, ad esempio, le immersioni al buio. Prima della partenza facciamo fare a tutti una visita dal nostro medico del lavoro e li obblighiamo ad avere non il visto turistico, ma quello di lavoro. Facciamo poi vedere a tutti un video per la sicurezza, perché non bisogna dimenticarsi che il Mediterraneo, rispetto agli altri, è un mare gentile. E andare sott’acqua è bello, ma bisogna farlo sempre in sicurezza”.  

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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