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Data di pubblicazione: 21/05/2026 alle 07:36
(Adnkronos) –
Allarme ‘sesso pericoloso’ in tutta Europa. “Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) di origine batterica hanno raggiunto livelli record per il forte aumento di gonorrea e sifilide e il crescente divario nei test e nella prevenzione”, indicano i nuovi dati dell’Ecdc – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che invoca “azioni urgenti per prevenire un’ulteriore diffusione, anche tra le donne in età fertile”. Gli ultimi rapporti epidemiologici annuali dell’agenzia Ue, aggiornati al 2024, documentano “un’impennata delle Ist”, con “le notifiche di gonorrea e sifilide, insieme alla sifilide congenita”, che “hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un decennio, a testimonianza di una trasmissione sostenuta in diversi Paesi”. In particolare, riporta una nota degli Ecdc, “i dati relativi al 2024 mostrano che i casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia rimane l’infezione sessualmente trasmissibile più frequentemente segnalata, con 213.443 casi. Anche il linfogranuloma venereo (Lgv) ha continuato a essere trasmesso, con 3.490 casi segnalati”.
“Le Ist sono in aumento da 10 anni e hanno raggiunto livelli record nel 2024. Se non trattate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico, infertilità e, nel caso della sifilide, problemi cardiaci o al sistema nervoso”, dichiara Bruno Ciancio, a capo dell’Unità Malattie a trasmissione diretta e prevenibili con vaccini. “La cosa più preoccupante – sottolinea – è che tra il 2023 e il 2024 abbiamo assistito quasi a raddoppio dei casi di sifilide congenita, una malattia che si trasmette direttamente ai neonati, causando potenzialmente complicazioni permanenti. Proteggere la propria salute sessuale rimane semplice: usare il preservativo con partner nuovi o multipli e sottoporsi al test in caso di sintomi come dolore, secrezioni o ulcere”, raccomanda l’esperto.
“Le tendenze di trasmissione variano significativamente tra i diversi gruppi di popolazione”, rileva l’Ecdc: “Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rimangono il gruppo più colpito in modo sproporzionato, con i maggiori aumenti a lungo termine di gonorrea e sifilide. Tra le popolazioni eterosessuali la sifilide è in crescita, in particolare tra le donne in età fertile, con il conseguente quasi raddoppio dei casi di sifilide congenita, passati da 78 nel 2023 a 140 nel 2024, nei 14 Paesi che hanno fornito dati”. Numeri in linea con i risultati del report di monitoraggio Ecdc sulla sifilide congenita, che evidenzia “mancate opportunità di prevenzione come lacune nello screening prenatale, la mancanza di follow-up e di test di controllo, nonché la carenza di trattamento”. Il rapporto individua inoltre “ostacoli più ampi alla diagnosi e alla prevenzione, che richiedono un intervento”. In particolare, rimarca l’agenzia, “13 dei 29 Paesi partecipanti al report continuano ad addebitare costi diretti per i test di base per le Ist. L’implementazione disomogenea dei servizi e le strategie nazionali obsolete limitano l’impatto degli interventi comprovati – ammonisce l’Ecdc – poiché molte strategie nazionali di prevenzione non tengono conto dei cambiamenti comportamentali post-pandemici”.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie invita i Paesi europei a “migliorare i protocolli di screening prenatale per garantire che la sifilide venga diagnosticata e trattata tempestivamente e correttamente in base allo stadio dell’infezione, al fine di prevenire la trasmissione al feto durante la gravidanza”. Inoltre, l’agenzia Ue ricorda di aver fornito “nel gennaio 2026 linee guida specifiche sull’uso della doxiciclina per la profilassi post-esposizione (doxy-PEP), a supporto degli sforzi di prevenzione delle Ist. Le persone esposte a un rischio maggiore di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili dovrebbero consultare il proprio medico o un altro operatore sanitario per valutare opzioni di prevenzione personalizzate”, suggerisce l’Ecdc che “non raccomanda l’uso diffuso della doxy-PEP per la gonorrea – viene ricordato nella nota – a causa degli elevati livelli di resistenza antimicrobica e del rischio di un’ulteriore accelerazione dello sviluppo di tale resistenza”.
“Invertire la tendenza all’aumento dei casi di Ist – concludono gli esperti – richiede servizi di prevenzione accessibili, un accesso più agevole ai test, trattamenti più rapidi e una notifica più efficace ai partner per interrompere la trasmissione”. L’Ecdc esorta le autorità sanitarie pubbliche ad “aggiornare urgentemente le strategie nazionali per le Ist” e a “rafforzare i sistemi di sorveglianza per monitorare meglio l’impatto delle attività di prevenzione”. Perché “senza un’azione decisa è probabile che le tendenze attuali continuino, aumentando le conseguenze negative per la salute e ampliando le disuguaglianze nell’accesso alle cure”.
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