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Firenze, estorsione con metodo mafioso: da Riesame no a carcere, figlia Riina resta a obbligo di dimora

today26/05/2026 - 10:29 2

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Data di pubblicazione: 26/05/2026 alle 10:29

(Adnkronos) – Il tribunale del Riesame di Firenze ha rigettato l’appello proposto dalla procura del capoluogo toscano con cui chiedeva il ritorno in carcere di Maria Concetta Riina, figlia del boss di Cosa Nostra Totò Riina. I pm avevano impugnato l’ordinanza del gip che lo scorso gennaio, a seguito dell’incidente probatorio, aveva disposto per la donna e il marito Antonino Ciavarello, indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentata estorsione ai danni di due imprenditori toscani, l’obbligo di dimora nel comune di Corleone. 

In precedenza la Cassazione aveva confermato invece la misura della custodia cautelare in carcere per entrambi ribadendo la decisione del Tribunale del Riesame di Firenze che aveva accolto l’appello cautelare proposto dalla procura. Poi l’ordinanza del gip che aveva deciso l’obbligo di dimora ora confermata dalla nuova decisione del Riesame che ha dichiarato infondato l’appello del pubblico ministero, ritenendo, a quanto si apprende, che la scelta di una misura meno afflittiva risulta conforme ai principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità. Secondo l’accusa Maria Concetta Riina, difesa dall’avvocato Francesco Olivieri e dalla collega Tiziana dell’Anna, e il marito avrebbero rivolto reiterate richieste di denaro, accompagnate da toni minacciosi e intimidatori tali da indurre almeno una delle vittime a cedere e consegnare una somma di denaro. 

“Il Tribunale del Riesame di Firenze ha confermato la decisione già assunta dal gip, rigettando l’appello della Procura e riconoscendo l’attenuazione delle esigenze cautelari nei confronti di Maria Concetta Riina e Antonino Ciavarello – sottolinea all’Adnkronos il penalista Francesco Olivieri che assiste entrambi gli indagati – Il Collegio ha preso atto dell’assenza di ulteriori contestazioni nell’ultimo anno e della piena osservanza delle prescrizioni imposte ai due indagati. Attendiamo ora con serenità il prosieguo del procedimento, fiduciosi che nel dibattimento si riuscirà a dimostrare l’insussistenza delle condotte contestate dalla procura”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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