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Data di pubblicazione: 28/05/2026 alle 14:17
(Adnkronos) – “Per quanto mi riguarda, il criterio principale è l’idea scientifica: avere una domanda e capire quanto i ragazzi conoscano già l’argomento rispetto a quanto vogliano scoprire”. Lo ha detto Ruggero Pardi, membro della giuria della Challenge 2026 del progetto Mad for Science e professore all’Università degli Studi di Milano, a margine della finale nazionale promossa da Fondazione Diasorin Ets all’Acquario Romano di Roma.
Pardi ha spiegato che la valutazione dei progetti non si concentra soltanto sugli aspetti tecnici: “L’enfasi è stata posta sull’origine dell’idea, ancor più che sugli aspetti tecnici”. Secondo il docente, uno degli elementi centrali riguarda “la capacità di muoversi nel campo del metodo scientifico, prevedendo alternative nel caso in cui l’idea iniziale non dovesse realizzarsi come previsto”. Sulle possibili applicazioni pratiche dei progetti presentati dagli studenti, Pardi ha precisato che “la fattibilità e la scalabilità non sono gli aspetti prioritari”.
“La cosa più importante è stimolare nei ragazzi la ricerca delle fonti e la verificabilità, piuttosto che la reale fattibilità immediata”, ha aggiunto. Il professore ha inoltre ricordato il percorso svolto negli anni dalla competizione scientifica: “Negli anni abbiamo scrutinato molte scuole”. E ha concluso: “Il nostro obiettivo principale è fare in modo che questi ragazzi intraprendano una carriera scolastica e professionale nella ricerca”.
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Scritto da: News News
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