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A Soave le ‘Croci incomplete’ di Padovani, il borgo veronese rilancia la sua vocazione artistica

today05/06/2026 - 09:07 7

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Data di pubblicazione: 05/06/2026 alle 09:07

(Adnkronos) – Soave Impressioni d’Arte: dopo il grande successo del debutto dello scorso anno, il celebre borgo veronese si riconferma anche per il 2026 come centro di riferimento per l’arte con la grande mostra dedicata all’artista visionario Sergio Padovani, uno dei più interessanti e importanti nel panorama contemporaneo italiano. Per la sua seconda edizione, il progetto promosso dall’Associazione SoaveCultura insieme al Comune di Soave, in collaborazione con la Fondazione The Bank – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, con il sostegno del Comune di Soave, Camera di Commercio di Verona, il patrocinio della Regione Veneto e della Rai Veneto, e la partnership di Destination Verona Garda, punta a consolidare il ruolo di uno dei Borghi più belli d’Italia, come capitale dell’arte visiva tra ‘900 e contemporaneità.  

Da domani, sabato 6 giugno, fino al 6 settembre, le antiche mura della Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani ospiteranno la personale “Sergio Padovani. Croci incomplete”, curata dalla storica dell’arte Roberta Tosi. Un inedito ed emozionante percorso nel talento lirico e viscerale di questo artista che ha saputo trasformare la sua passione per la musica sperimentale in una vocazione assoluta per la pittura. “La mia pittura, da sempre ispirata dalle diversissime condizioni dell’epoca in cui vivo, cerca continuamente di trovare un unico piano di percezione del circostante che, al medesimo tempo, “trascina” con sé un fiume di informazioni plurime e, in alcuni casi, subliminali. Idealmente la sua rappresentazione più semplice è appunto la croce”, afferma l’artista Sergio Padovani. “Non a caso una croce non finita, incompleta, è da me disegnata sul retro delle mie opere, a testimoniare la continuazione di un percorso in perenne divenire, in eterna ricerca”. Venti opere che si rivelano un ponte tra la pittura classica medievale e l’uomo del nostro tempo, portando in scena visioni archetipiche che parlano dell’umanità sin dalle sue origini, stratificando storie esistenti con nuove narrazioni. La sua pittura, attraverso l’uso sapiente e del tutto originale di colori, bitume e resina, diventa così specchio di una realtà inquieta e perturbante alla ricerca di sé stessa. 

“L’arte di Padovani non lascia incolumi. Mai. E in una società che ti spinge ad accelerare e a correre costantemente, la sua arte ti obbliga invece a sostare e ad ascoltare», spiega Roberta Tosi, curatrice della mostra «La luce che attraversa infatti le ferite della sua pittura si rivela solo per chi accetta la scommessa con la vita e l’infinito”. Un percorso che è un piccolo scrigno che racchiude le esperienze di ogni individuo, rivelando le complessità e le speranze celate nel cammino di ciascuno. Padovani ci ricorda che non tutte le croci portano alla catastrofe; piuttosto, nella loro incompiutezza, possono aprire la strada a una redenzionesempre possibile. “La sua pittura è stata per me una rivelazione: una pittura vera, salvifica, che indaga l’Uomo e non teme di sconvolgere”, spiega Antonio Menon, presidente della Fondazione The Banks. “Una mostra che contribuirà a valorizzare ulteriormente la ricerca di un artista visionario e di grande intensità espressiva, capace di dare corpo alle angosce e alle paure della società contemporanea”. La mostra sarà visitabile dal 6 giugno al 6 settembre 2026, dal martedì al venerdì dalle 14.30 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, con ingresso libero. 

cultura

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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