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Data di pubblicazione: 17/06/2026 alle 16:54
Nei pazienti anziani affetti da linfoma mantellare, l’aggiunta di acalabrutinib a bendamustina e rituximab in prima linea, “garantisce effetti anche nel medio lungo termine” in termini di progressione della malattia “e riduce del 25% circa la probabilità di dover eseguire una terza linea di trattamento. Aggiungere fin dall’inizio l’inibitore di Btk di seconda generazione, è un vantaggio soprattutto in questi pazienti”. Così Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) e professore di Ematologia all’università degli Studi di Milano, in occasione dell’incontro con la stampa ‘Tumori del sistema linfatico: le nuove frontiere del trattamento’ organizzato da AstraZeneca per approfondire le nuove possibilità di cura di queste patologie.
Scritto da: News News
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