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Data di pubblicazione: 18/06/2026 alle 12:09
(Adnkronos) – “A una lunghissima disattenzione nei confronti della famiglia e della natalità che ha prodotto danni, rimediamo adesso: è la prima volta che c’è un ministero con queste deleghe specifiche per la natalità. Il primo danno a cui dobbiamo fare fronte è sul piano del numero di donne fertili: a parità di tasso di natalità, nel 1995 c’erano più donne in età fertile e avevamo circa 500mila nati l’anno; adesso invece ne abbiamo circa 300mila. A questo non si può rimediare immediatamente, bisogna fare fronte nel lunghissimo periodo. Nell’immediato abbiamo cominciato con dei provvedimenti a sostegno della famiglia ”. Così Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, intervenendo al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell’evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma.
“Abbiamo cominciato con i provvedimenti di sostegno alla famiglia e alla natalità che abbiamo articolato su 3 assi fondamentali”, spiega Roccella. Il primo riguarda “i trasferimenti diretti, e quindi l’assegno unico. Qui – continua – riconosciamo che il Governo precedente, nelle sue ultime battute, aveva messo in campo questo provvedimento. Noi abbiamo aggiunto il bonus nuovi nati. Non abbiamo potuto aumentare ulteriormente l’assegno unico perché è andato in procedura d’infrazione europea e ci siamo trovati veramente soli a difenderlo. Abbiamo ottenuto di uscire dalla procedura d’infrazione, quindi oggi è un provvedimento messo in sicurezza”.
Oltre ai trasferimenti diretti, c’è stato “l’intervento sulla conciliazione, che forse è il punto più significativo per quanto riguarda la natalità – osserva il ministro – La conciliazione tra il lavoro di cura e il lavoro extradomestico, in particolare per le donne, ma non solo, prevede l’aumento, per esempio, dei congedi parentali, tre mesi di congedi parentali all’80% e altre misure. Abbiamo agito poi sui servizi, quindi sugli asili, per esempio, con i rimborsi, aumentando i rimborsi per gli asili nido, oltre ad aumentare, anche grazie al Pnrr, il numero degli asili”. Il tasso di natalità “si sta abbassando in tutto il mondo, in particolare e prima di tutto nei paesi del benessere – sottolinea Roccella – Lo sviluppo frena le nascite. Il caso della Corea è evidente, perché si è passati da 6 figli per donna trent’anni fa, a meno di uno. Adesso la velocità con cui calano le nascite in molti paesi europei, per esempio la Francia, la Danimarca, la Germania, è più rapida della nostra. La tendenza – conclude – è evidente”.
“Penso che Vannacci non abbia molto chiara la differenza sessuale tra un uomo e una donna. Nel femminicidio non c’è una questione valoriale, cioè non è che uccidere una donna sia più grave che uccidere un uomo, mi pare evidente, e non era certo questa l’intenzione del legislatore. Si chiama femminicidio perché il movente riguarda la donna, cioè si uccide una donna in quanto donna”
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