logo_k55_125x125_giallo
Loading ...
play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
  • play_arrow

    Radio K55

News Regionali

Aggressioni ai capotreno, i più giovani non ci stanno: “Aiutateci o ci dimettiamo”

today01/07/2026 - 15:08 4

Sfondo
share close

Data di pubblicazione: 01/07/2026 alle 15:08

(Adnkronos) – “In Lombardia ci sono decine di dimissioni tra i capotreno, soprattutto i più giovani, a causa delle aggressioni che, più o meno violente, sono all’ordine del giorno”. È l’allarme lanciato all’Adnkronos da Christian Colmegna, segretario regionale della Fit Cisl Lombardia, che dopo la recente aggressione ai danni di una capotreno alla stazione di Milano Lambrate, richiama l’attenzione sul tema della sicurezza del personale ferroviario. 

“È un fenomeno impensabile fino a dieci anni fa – osserva Colmegna -. Si tratta di giovani con un contratto in aziende strutturate che decidono comunque di lasciare il lavoro per la questione sicurezza”. Un segnale, secondo il sindacalista, che evidenzia come il problema non riguardi più soltanto gli episodi di cronaca, ma stia incidendo anche sulla capacità del settore di trattenere personale. 

Per Colmegna è necessario superare la logica dell’intervento emergenziale. “Finché interverremo solo dopo ogni aggressione, continueremo a rincorrere il problema senza risolverlo. Serve invece una progettazione stabile: analisi dei fenomeni, investimenti, presidi, tecnologia, organizzazione del lavoro e una presenza qualificata sul territorio, con il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali”. 

 

 

Il segretario regionale della Fit Cisl richiama anche quanto avvenuto durante le Olimpiadi di Milano-Cortina. “Sono aumentate le corse, c’erano più persone ma non abbiamo avuto segnalazioni di aggressioni. Questo evidenzia che quando aziende e istituzioni decidono di mettere controlli nelle stazioni, sui treni e nei punti sensibili la sicurezza aumenta”. 

Da qui la richiesta di investimenti strutturali: “L’errore è continuare a considerare le aggressioni come un’emergenza o una somma di casi isolati. La sicurezza del personale e dei passeggeri deve diventare un obiettivo strutturale del sistema di trasporto, da pianificare, misurare e finanziare esattamente come si fa con puntualità, regolarità e produttività”. 

“In una fase in cui si discute delle gare per l’affidamento dei servizi nel trasporto pubblico locale e nel sistema ferroviario – conclude Colmegna – la sicurezza deve rappresentare uno dei principali capitoli di investimento. Non può essere considerata un costo accessorio, ma una componente essenziale del servizio. Garantire la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia significa rendere il trasporto pubblico più affidabile, attrattivo e sostenibile”. (di Andrea Persili)
 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

Rate it

Radio K55 APP

GRATIS
VISUALIZZA