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Data di pubblicazione: 17/07/2026 alle 12:59
(Adnkronos) – “L’obesità è una pandemia: avere anche delle compresse per il suo trattamento, e non solo la formula iniettiva, facilita molto l’adesione alla terapia, anche per una questione di praticità: non serve il frigo dove mantenere la siringa ed è più facile da portare con sé, anche in viaggio”. Così Annamaria Colao, professoressa ordinaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all’università Federico II di Napoli, commenta all’Adnkronos Salute l’impatto dell’autorizzazione da parte della Commissione europea all’immissione in commercio di semaglutide 25 mg in pillola, primo trattamento orale con un agonista del recettore Glp-1 approvato per la gestione del peso in Europa.
“A differenza della compressa che già era in commercio per il diabete – spiega la specialista – questa ha il dosaggio specifico per l’obesità, che è superiore a quello per il diabete. Abbiamo quindi la possibilità di fare davvero una terapia a dosaggi ottimali. Rispetto poi a un’altra compressa che è in arrivo, questa ha il vantaggio che, benché vada somministrata a digiuno e non in qualunque momento della giornata, non interferisce con l’assorbimento di altre terapie, per esempio le statine o gli estroprogestinici, quindi anche donne che stanno facendo la terapia ormonale sostitutiva, oppure uomini che stanno facendo una terapia per il colesterolo, possono assumere con questo farmaco senza interferenze”.
Certo, “le terapie da sole non funzionano senza la dieta e l’esercizio fisico. Inoltre – avverte l’esperta – non sono caramelle, sono terapie. Vanno somministrate dal medico quando servono, non come ‘scorciatoie’ per perdere peso, ma con un approccio olistico, migliorando lo stile di vita con dieta ed esercizio fisico. In ogni caso, sono terapie ormai abbastanza sicure e che il paziente può affrontare con serenità”.
A livello di efficacia, “c’è un confronto col placebo che dimostra che questa pillola riesce a ridurre in 1 anno il 17% del peso corporeo, che è apparentemente simile alla via iniettiva per lo stesso farmaco, un pochino meno del doppio agonista per via iniettiva”, illustra Colao. Poiché “l’efficacia dipende molto dall’aderenza del paziente alla terapia – evidenzia l’endocrinologa – come medici ci attendiamo molto dai dati sulla real life che arriveranno man mano. Quello che ci dice il trial è rassicurante nei confronti della perdita di peso, ma quello che sarà il dato reale verrà proprio dall’utilizzo del farmaco nella pratica clinica. Sono comunque farmaci che hanno una grande efficacia nel calo del peso e nel suo mantenimento”.
L’obesità “è una patologia complessa – rimarca Colao – È tutt’altro che semplice nella diagnosi, ma soprattutto nella parte che noi chiamiamo work-up, cioè la stadiazione e la valutazione delle complicanze che il paziente può avere. Questa pillola non è per perdere quel paio di chili messi su durante l’inverno. Questo è un atteggiamento sbagliato – riflette – Ma è altrettanto sbagliato etichettare le ‘punturine’ o queste compresse come una scorciatoia per chi non vuole fare la dieta e l’esercizio fisico. L’obesità è una patologia – ribadisce l’esperta – e, come tutte le patologie, va inquadrata correttamente dai medici e affrontata con una strategia che comprende la terapia, ma anche il cambiamento dello stile di vita. Ci sono pazienti obesi che hanno paura del farmaco perché vengono raccontati solo gli effetti collaterali, magari rarissimi, e non capiscono che moriranno di obesità”.
Anche per questo è fondamentale il ruolo dello specialista. “L’obesità non è una patologia banale. Il peso non dice tutto – puntualizza Colao – Un paziente può avere un accumulo di grasso anche modesto, ma con già l’ipertensione e la dislipidemia, quindi un’infiammazione che lo potrebbe portare ad avere un cancro in poco tempo. Poi c’è il paziente che invece ha una massa adiposa anche un po’ superiore, ma è tutta sottocutanea e quindi tutto sommato sta relativamente bene. La malattia non va banalizzata, ma valutata e trattata caso per caso”.
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salute
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Scritto da: News News
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