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Data di pubblicazione: 03/09/2026 alle 09:18
(Adnkronos) –
Cassandra Wilson, cantante, autrice e produttrice statunitense due volte vincitrice del Grammy Award, una delle interpreti più riconoscibili e influenti del jazz contemporaneo, è morta all’età di 70 anni nella mattina di mercoledì 2 settembre nella sua città natale, Jackson, nel Mississippi. La notizia è stata confermata dal coroner della contea di Hinds, Jeramiah Howard, e dal suo manager Robert Torre. Le cause del decesso non sono state rese note.
“Cassandra Wilson è scomparsa serenamente nella sua casa, circondata dalla famiglia, dagli amici più stretti e dal suo manager”, ha dichiarato Torre in un messaggio diffuso dall’emittente jazz Wbgo. I familiari e le persone a lei vicine hanno chiesto riservatezza in questo momento di lutto. L’artista è stata capace di portare la tradizione musicale del Mississippi su palcoscenici internazionali e di trasformarla in un linguaggio personale, aperto a generi e generazioni diverse. Considerata una delle più grandi interpreti della musica afroamericana, Cassandra Wilson si era affermata negli anni Ottanta attraverso il collettivo M-Base, fucina di innovazione e sperimentazione che avrebbe lasciato un segno profondo nel jazz contemporaneo. Grazie alla sua straordinaria capacità interpretativa e a una voce intensa, profonda e inconfondibile, Wilson è annoverata tra le grandi voci della tradizione afroamericana, accanto a figure leggendarie come Billie Holiday e Sarah Vaughan.
Nata a Jackson il 4 dicembre 1955, Wilson è cresciuta in una famiglia profondamente legata alla musica. Il padre, Herman B. Fowlkes, era musicista, mentre la madre, Mary Fowlkes, era insegnante. Wilson iniziò a studiare pianoforte a sei anni e successivamente imparò a suonare la chitarra e il clarinetto. Durante gli anni della formazione si esibì in locali, caffè e band di diversi generi, sviluppando una sensibilità musicale che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera. All’inizio degli anni Ottanta si trasferì a New York per dedicarsi professionalmente al jazz. Entrò in contatto con il sassofonista Steve Coleman e divenne una delle figure centrali del M-Base Collective, movimento che cercava di combinare il jazz con funk, ritmi contemporanei e sperimentazione. In quegli anni collaborò anche con il trio New Air e con diversi musicisti della scena newyorkese.
Nel 1986 pubblicò il suo primo album da solista, ‘Point of View’. La svolta arrivò però con il passaggio alla Blue Note Records e con ‘Blue Light ‘Til Dawn’, pubblicato nel 1993. Il disco, caratterizzato dall’incontro tra jazz, blues e musica popolare, contribuì a ridefinire il ruolo della cantante jazz e suscitò anche discussioni nel mondo del jazz più tradizionale. La voce profonda e flessibile di Wilson, un contralto dal marcato carattere blues, divenne il suo tratto distintivo. Nel corso della carriera interpretò brani di artisti molto diversi, da Joni Mitchell a Robert Johnson, da Bob Dylan a Neil Young, fino a Hank Williams e Cyndi Lauper. Collaborò inoltre con musicisti come Miles Davis, Wynton Marsalis, Luther Vandross, Angelique Kidjo, Terrence Blanchard, Greg Osby e i Roots.
Il primo Grammy arrivò nel 1997 con ‘New Moon Daughter’, premiato come miglior performance vocale jazz. Nel 2009 Wilson conquistò il secondo riconoscimento con ‘Loverly’, premiato come miglior album vocale jazz. Nel 2001 la rivista ‘Time’ l’aveva indicata come “America’s Best Singer”, riconoscendole un ruolo di primo piano nella musica statunitense.
La sua ricerca musicale non si interruppe negli anni successivi. Nel 2002 registrò ‘Belly of the Sun’ in una vecchia stazione ferroviaria del Mississippi, tornando alle radici blues e alla tradizione musicale del Sud degli Stati Uniti. Nel 2015 pubblicò Coming Forth by Day, il suo ultimo album solista, dedicato a Billie Holiday in occasione del centenario della nascita della leggendaria cantante jazz. Lo stesso anno Wilson si esibì all’Apollo Theater di New York in un concerto dedicato a Holiday. Nel 2022 arrivò un altro importante riconoscimento: la nomina a Jazz Master del National Endowment for the Arts, una delle massime onorificenze statunitensi nel campo del jazz.
Nel corso della sua carriera Wilson ha ampliato i confini del genere, mescolando jazz, blues, folk, R&B, country e musica popolare senza perdere il legame con le proprie radici. Il musicista Jon Batiste, ricordandola, ha sottolineato come la sua voce fosse profondamente legata al Sud degli Stati Uniti e come l’eredità del Mississippi fosse presente in tutta la sua produzione. Anche il sindaco di Jackson, John Horhn, ha espresso il cordoglio della città, definendo Wilson “una straordinaria figlia della nostra comunità” e sottolineando come il mondo abbia perso “una voce musicale unica”. (di Paolo Martini)
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