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Data di pubblicazione: 10/09/2026 alle 15:43
(Adnkronos) –
La guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbe concludersi “dopo le elezioni” di midterm di novembre, “o forse prima”. Lo ha detto Donald Trump in una conversazione telefonica con il giornalista di NewsNation Robert Sherman, che si trova a Doha. Il presidente americano ha anche smentito le notizie secondo cui missili iraniani avrebbero danneggiato aerei militari statunitensi in Giordania questa settimana. “Nessun danno. Niente di niente”, ha detto Trump, secondo quanto riferito dallo stesso giornalista in un post su X.
Il presidente americano ha poi rivendicato i risultati dell’azione militare statunitense contro Teheran, tornando anche sullo Stretto di Hormuz. “Stiamo vincendo la guerra. Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Dovremmo chiamarlo ‘Stretto di Trump’, dovrò pur ricavarci qualcosa”. “Sono sicuro che la leadership iraniana ne sarà entusiasta”, ha aggiunto.
Trump ha quindi lanciato un nuovo avvertimento all’Iran sul sito nucleare sotterraneo noto come ‘Pickaxe Mountain’, situato sotto una montagna a sud dell’impianto di arricchimento di Natanz. “Abbiamo notato un po’ di attività a Pickaxe. Consiglierei all’Iran di non fare il furbo, perché altrimenti dovremo colpirlo molto duramente”, ha detto intervenendo alla convention repubblicana di Dallas.
“L’anno prossimo Teheran sarà libera dall’oppressione e dalla tirannia”, ha dichiarato in un video indirizzato alla comunità ebraica dell’Iran il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in cui avverte, inoltre, la leadership iraniana, dichiarando che “qualsiasi attacco contro Israele, per qualsiasi motivo e da qualsiasi luogo, incontrerà una risposta energica, compresi attacchi alle sue principali infrastrutture energetiche”.
Katz aggiunge: “Un simile colpo riporterebbe l’Iran indietro di decenni e destabilizzerebbe ulteriormente il regime degli ayatollah che il popolo iraniano tanto disprezza e di cui desidera ardentemente la caduta”.
L’Iran ha utilizzato un meccanismo simile al baratto per aggirare le sanzioni sulle sue vendite di petrolio e acquistare dalla Cina beni per miliardi di dollari, tra cui equipaggiamento militare. Lo scrive il Times of Israel, citando quanto riferito a Reuters da due fonti iraniane di alto livello e da altre tre persone a conoscenza della questione, secondo cui, il meccanismo commerciale segreto, in cui il petrolio iraniano viene scambiato con crediti per le importazioni cinesi, ha rappresentato un’ancora di salvezza finanziaria per Teheran negli ultimi anni, in concomitanza con l’intensificarsi delle pressioni economiche e militari statunitensi sul suo programma nucleare.
Questo meccanismo avrebbe anche permesso alla Cina, il più grande importatore mondiale di petrolio greggio, di mantenere l’accesso al petrolio iraniano a prezzi scontati, proteggendo al contempo banche e aziende che esportano nella Repubblica islamica da controlli o sanzioni internazionali. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad alcune piccole entità cinesi che acquistano o facilitano le spedizioni di petrolio iraniano, ma si sono astenuti dall’adottare le misure più severe che potrebbero avere ripercussioni sull’economia globale.
Il transito navale nello Stretto di Hormuz è ulteriormente diminuito, ieri, attestandosi a sette navi rispetto alle dodici del giorno precedente, secondo i dati preliminari di tracciamento delle navi pubblicati oggi. Di queste sette imbarcazioni, quattro sono uscite e tre sono entrate nel passaggio marittimo, anche se alcune imbarcazioni potrebbero navigare nel canale con i transponder spenti e sfuggire al conteggio.
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Scritto da: News News
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