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Data di pubblicazione: 16/09/2026 alle 13:05
(Adnkronos) – Il tumore del polmone รจ la principale causa di morte per tumore a livello globale, rappresentando quasi un decesso su cinque (19%) per cancro. Il tumore del polmone si suddivide generalmente in tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) e a piccole cellule; lโ80-85% dei pazienti riceve una diagnosi di Nsclc. Circa il 75% dei pazienti affetti da Nsclc riceve una diagnosi di malattia in stadio avanzato, mentre circa il 25-30% presenta una malattia resecabile al momento della diagnosi. Circa il 10-15% dei pazienti affetti da Nsclc negli Stati Uniti e in Europa e il 30-40% dei pazienti in Asia presentano un Nsclc con mutazione dellโEgfr (Egfrm). ย
I risultati aggiornati dello studio di fase III ‘Adaura’ “hanno dimostrato che osimertinib di AstraZeneca รจ in grado di offrire un beneficio in termini di sopravvivenza globale (Os) sostenuto e clinicamente significativo a otto anni rispetto a placebo nel trattamento adiuvante dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) in stadio precoce (IB, II e IIIA) con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm), dopo resezione completa del tumore con intento curativo. Questi risultati sono stati presentati durante il simposio presidenziale alla World Conference on Lung Cancer Iaslc 2026 (#WCLC26), organizzata dallโInternational Association for the Study of Lung Cancer a Seoul, Repubblica di Corea (Abstract PL03.01). I dati sono stati inoltre pubblicati simultaneamente nel ‘Journal of Thoracic Oncology’.ย
“I risultati a otto anni confermano che il trattamento adiuvante con osimertinib per tre anni continua a mostrare un beneficio consistente in termini di sopravvivenza globale. Nella popolazione dellโanalisi primaria, composta da pazienti con malattia in stadio IIโIIIA, osimertinib ha ridotto del 47% il rischio di morte rispetto al placebo (HR 0,53; IC 95%: 0,38โ0,75): a otto anni, il 74% dei pazienti era ancora in vita, rispetto al 58% nel braccio placebo – si legge nella nota – Nella popolazione complessiva, comprendente pazienti con malattia in stadio IBโIIIA, osimertinib ha ridotto del 48% il rischio di morte rispetto al placebo (HR 0,52; IC 95%: 0,39โ0,71). In questo gruppo, la percentuale di pazienti vivi a otto anni รจ risultata pari al 79%, rispetto al 64% osservato nel braccio placebo. Il beneficio รจ stato osservato in tutti i sottogruppi predefiniti.ย
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โI risultati dello studio Adaura sono senza precedenti e mostrano i benefici significativi e a lungo termine grazie allโutilizzo precoce di osimertinib per tre anni dopo la chirurgia, con un miglioramento significativo della sopravvivenza globale – afferma Antonio Passaro, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica allโIstituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano -. Quasi 8 pazienti su 10 sono vivi a otto anni, con una riduzione del rischio di morte del 48%โ. โOsimertinib, disponibile in Italia dal 2022 nel trattamento adiuvante della malattia in stadio iniziale โ continua Antonio Passaro -, ha rappresentato un vero e proprio cambio di paradigma, che ha visto lโintroduzione della medicina di precisione in una popolazione di pazienti in cui lโintento dei trattamenti รจ la cura. Il beneficio prolungato della sopravvivenza globale, evidenziato dallo studio Adaura, rafforza lโimportanza di dare prioritร al test EGFR al momento della diagnosi, allโinterno di una gestione multidisciplinare, affinchรฉ il maggior numero possibile di pazienti possa beneficiare di questa terapia in grado di cambiare la storia della malattiaโ.ย
I dati finali di sicurezza dello studio Adaura sono stati valutati in occasione dellโanalisi finale di Os pianificata, e la sicurezza e la tollerabilitร di osimertinib sono risultate coerenti con il profilo giร consolidato, senza nuovi problemi di sicurezza. A integrazione dei risultati dello studio clinico Adaura, le evidenze real-world presentate al congresso WCLC26 provenienti da uno studio di coorte retrospettivo su pazienti statunitensi con Nsclc EGFRm in stadio iniziale (I-IIIA) hanno mostrato che lโinterruzione precoce di osimertinib prima del completamento del ciclo di trattamento di tre anni ha piรน che raddoppiato il rischio di recidiva di malattia o di morte. Questi risultati rafforzano lโimportanza di mantenere la durata completa del trattamento stabilita nello studio ADAURA e sottolineano la necessitร della comunicazione tra medico e paziente per favorire la continuitร del trattamento.ย
Nel setting di malattia in fase avanzata, ulteriori dati presentati al congresso WCLC26 relativi allo studio di fase III Flaura2 “hanno confermato i benefici della terapia di combinazione osimertinib con chemioterapia a base di platino e pemetrexed in prima linea nei pazienti con Nsclc avanzato Egfr-mutato. I risultati di una nuova analisi sulla safety hanno mostrato che, con un follow-up a lungo termine (mediana di 42,6 mesi), il profilo di sicurezza e tollerabilitร della combinazione osimertinib piรน platino-pemetrexed รจ rimasto coerente con i profili di sicurezza consolidati dei farmaci, evidenziando una progressiva riduzione dell’insorgenza di nuovi eventi avversi dopo la fase iniziale di induzione. Una ulteriore analisi esplorativa ha mostrato che, sebbene la presenza al basale anche della mutazione TP53 sia un fattore prognostico negativo, vi รจ un vantaggio numericamente superiore in termini di sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale per la combinazione con la chemioterapia rispetto alla monoterapia indipendentemente dalla sua presenza”, conclude la nota. ย
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