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Data di pubblicazione: 21/09/2026 alle 04:36
(Adnkronos) – “Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederĂ² alzata di mano per alzata di mano”. Matteo Salvini lancia a sorpresa, dal palco di Pontida, il Congresso federale straordinario. Una mossa, quella del segretario, che suona come una resa dei conti per mettere a tacere i dissidi interni – che sono “regali alla sinistra” – e per concentrarsi sui prossimi appuntamenti elettorali. Un’iniziativa che trova l’ovazione dei militanti e anche l’apprezzamento dei dirigenti piĂ¹ critici, che nel derby di Pontida hanno trovato, tra cori e applausi, terreno fertile. Dopo Salvini, a incassare piĂ¹ applausi è senza dubbio l’ex governatore veneto Luca Zaia che riporta sul palco “la questione settentrionale” e tratteggia un partito “nĂ© di destra, nĂ© di sinistra”, che nasce “liberale e non liberticida”.Â
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GiĂ da oggi il consiglio federale affronterĂ il tema delle modalitĂ del congresso di ottobre che “puĂ² essere l’occasione per stabilire una linea politica per andare diretti fino alle elezioni. E senza continuare a perdere tempo in discussioni che allontanano gli elettori e che non rinvigoriscono lo spirito dei militanti”, dice il leader dal palco. Un messaggio chiaro a chi – dimenticando la lezione del Senatur, morto lo scorso marzo – ha preferito “piazza, giornali o tv” per svelare malumori che andavano affrontati “nelle sezioni”. Â
Un congresso “occasione di confronto”, a usare le parole del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, – che dovrĂ essere capace di mettere d’accordo le anime piĂ¹ diverse. “Non voglio divisioni ma unitĂ ”, sottolinea Salvini, prima del monito: “Poi la prima voce fuori posto dovrĂ spiegare perchĂ© continua a fare regali alla sinistra”. Un avviso che il governatore lombardo ascolta solo dopo il suo affondo dal palco. “Mi hanno accusato di essere contro certe scelte del governo o di aver detto cose che non avrei dovuto dire, ma che ho detto solo per difendere il nostro territorio e la nostra Lombardia, nulla di piĂ¹. Quando vedo certi provvedimenti non sto zitto, continuerĂ² a parlare e a ribellarmi” rivendica Attilio Fontana. Â
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Il “sacro prato” – oggi intitolato al fondatore del partito Umberto Bossi che “per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra” – è dalla parte del segretario che, parlando da militante oltre che da leader, riceve un’ovazione di cinque minuti. Il coro ‘Matteo, Matteo’ è quello che risuona a ogni voce che si alza dal palco e lo striscione aereo ‘andiamo a vincere, Capitano’ racconta le ambizioni di chi, con la candidatura di Silvia Sardone, ambisce a conquistare Milano. Â
In una Lega in cui nessuno puĂ² sfuggire a un esame di coscienza – invocato dal ministro Roberto Calderoli – il segretario svela le ambizioni del Carroccio che tra nuovi slogan anti Islam contro burqa e moschee rivendica le battaglie sulla sicurezza – con la richiesta immediata di 10 mila militari per pattugliare le strade e un’estensione della legittima difesa – e l’autonomia nel proprio Dna. Tra gli obiettivi politici del partito c’è il superamento “dell’infame legge Fornero con quota 64, meno tasse sugli stipendi dei giovani e l’aumento della flat tax per partite Iva e autonomi, perchĂ© non sono lavoratori di serie B. E coprire questi interventi chiedendo un contributo da miliardi alle banche italiane che si arricchiscono con i nostri soldi e i nostri sacrifici”, aggiunge, senza dimenticare un affondo anche alle politiche europee. Â
E senza mai fare nomi, Salvini attacca chi non è stato leale. “Non voglio perdere tempo e non voglio cedere il microfono a chi insulta la Lega e la infanga. Certa gente senza dignitĂ non puĂ² avere parola dove c’è l’Alberto da Giussano, certa gente è solo a caccia di poltrone e non le troverĂ a casa nostra” aggiunge. Il finale, perĂ², è tutto per i suoi elettori. “Il segretario della Lega si chiamava Umberto, poi Roberto (Maroni, ndr.), ora si chiama Matteo finchĂ© lo vorrete. Poi avrĂ un altro un altro nome ma la Lega è immortale, è il suo popolo. Non sono singole persone, ma siete voi e finchĂ© ci siete voi c’è la Lega e c’è speranza, c’è presenza e futuro” chiosa, prima che le parole lascino spazio alla musica. A Pontida risuona l’energia delle note degli ‘Occhi della tigre’ mentre Salvini lascia il palco. Â
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L’annuncio del congresso straordinario, a un anno e mezzo da quello che nell’aprile 2026 ha rieletto Salvini segretario, sorprende tutti. “Non ce l’aspettavamo”, ammette a caldo il capogruppo al Senato e segretario della Lega in Lombardia, Massimiliano Romeo, affrettandosi a dire che perĂ² sarĂ “un’occasione buona per confrontarsi e portare avanti quelle istanze che buona parte della base ci sta indicando da tempo”. Se ci sarĂ una candidatura alla segreteria alternativa è presto per dirlo, “prima vedremo le modalitĂ . Sono tutte valutazioni che faremo insieme nei prossimi giorni”, spiega Romeo. Â
Secondo il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, “anche stavolta sarĂ un congresso unitario”, per “stabilire la linea politica” e poi – auspica – “andare diretti fino alle elezioni”. Alle politiche guarda anche il ministro per gli Affari regionali e le autonomie e veterano del Carroccio, Roberto Calderoli. “Pontida – traccia come bilancio finale al termine del raduno – è andata bene e i presupposti sono buoni: vedo un futuro e la possibilitĂ di una ripartenza anche in termini elettorali per la Lega”.Â
L’appuntamento per i conti nel partito è giĂ fissato per questo pomeriggio, con il consiglio federale nella sede di via Bellerio, in cui Salvini proporrĂ formalmente la convocazione del congresso straordinario. A ottobre si saprĂ se ha la “fiducia e il consenso” che oggi sul pratone non sono sembrati mancargli.Â
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Scritto da: News News
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