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Data di pubblicazione: 28/09/2026 alle 16:50
(Adnkronos) – “Nelle piccole e medie imprese italiane l’intelligenza artificiale sta passando da un periodo di ‘assaggio’ a un periodo di adozione vera e adulta.
Questo passaggio non è gratuito, nasce con delle difficoltà. Per cui, oltre all’acquisto di software e di strumenti tecnologici, devono cambiare i processi, devono evolvere le competenze delle persone e devono esserci giusti principi di compliance per fare sì che la tecnologia venga adottata sfruttando al massimo i pregi e limitando al minimo i rischi”. Sono le parole di Roberto Marseglia, direttore dell’Osservatorio AI UniEticpmi, presentato oggi a Milano.
Ma perché si è deciso di dare vita a questo Osservatorio? “L’intelligenza artificiale – osserva Marseglia – viene spesso considerata come una tecnologia come le altre, ma non è così. Dobbiamo distinguere tra le tecnologie strumentali e quelle strutturali. L’Ai abilita un cambiamento che coinvolge organizzazioni, processi e persone. Siccome le persone sono l’oggetto di questo cambiamento, hanno bisogno di incontrarsi e di capire quali sono le best practices, le abitudini, i processi che devono ruotare intorno a una tecnologia così complicata. Da qui nasce l’Osservatorio”.
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Scritto da: News News
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