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Garlasco, la procura: “Nascoste prove a favore di Stasi già nel 2007”. Revisione del processo più vicina

today28/09/2026 - 22:15 4

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Data di pubblicazione: 28/09/2026 alle 22:15

(Adnkronos) – Alberto Stasi è stato fermato per un dato scientifico già smentito prima del fermo (non convalidato) del 24 settembre 2007. E’ la novità che emerge nel comunicato stampa della Procura di Pavia che ha riaperto il caso Garlasco.  

Nel fascicolo che vede indagato Andrea Sempio – per il quale i pm pavesi hanno chiuso le indagini contestando l’omicidio aggravato di Chiara Poggi – emerge una consulenza della difesa di Stasi, l’allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto del 13 agosto 2007.  

 

La consulenza firmata dai genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello parte dai dati grezzi consegnati, il 6 novembre 2025, alla Procura di Pavia dal Ris di Parma. Gli esperti hanno rilevato la presenza di due contro-analisi, entrambe eseguite il 20 settembre 2007, che restituiscono esito “totalmente negativo” rispetto al risultato del giorno prima che rilevava invece la presenza “oltre ogni ragionevole dubbio” del Dna della vittima sui pedali della bicicletta bordeaux. Riscontri scientifici idonei, per i consulenti della difesa, “a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo della Procura di Vigevano”. Quel materiale “altamente cellulato” si ritrova nell’elenco del mosaico di prove che la Cassazione indica nel 2015 contro Stasi, Suprema Corte che invece non certifica mai lo scambio dei pedali tra la bici bordeaux e quella nera da donna.  

Il doppio negativo – svelato dalla difesa – viene confermato dai consulenti della procura di Pavia Carlo Previderè e Pierangela Grignani e ora i magistrati vogliono vederci chiaro, tanto che la scorsa settimana sono stati sentiti gli ex Ris di Parma, tra cui l’ex generale Luciano Garofano che difende l’operato dei carabinieri. “Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti che non era e non è nel nostro costume. Io metto la mano sul fuoco sull’onestà dei miei collaboratori” dice all’Adnkronos, sottolineando che “tutte quelle analisi sono state fatte nel contraddittorio, cioè alla presenza dei consulenti di parte, anche quelli di Alberto Stasi”.  

I pedali sono stati – da sempre – al centro di un duro scontro in aula. Lo scambio di pedali tra la bici bordeaux e quella nera (sequestrata solo nel 2014) che una testimone vede davanti alla villetta di via Pascoli la mattina del delitto, tesi sostenuta dalla parte civile, non ha mai trovato conferma nelle sentenze, e gli stessi investigatori l’hanno definita – in un’informativa di 320 pagine depositata lo scorso maggio sul delitto di Garlasco, “una suggestione impercorribile”, un “atto illogico e incongruente” quello di “far sparire una bicicletta perché utilizzata per un delitto, ma impiegare del tempo per smontare i pedali e rimontarli sulla bicicletta che verrà data in pasto agli inquirenti”. 

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Quel dato – oggi contestato con fermezza – “indirizzó irrimediabilmente le indagini del 2007” e su quello “fu costruito gran parte del castello accusatorio contro Stasi, ivi compreso l’inesistente scambio/sostituzione dei pedali nel 2014 e l’ipotesi di biciclette mai esistite, che ha poi trovato spazio nella sentenza di condanna a 16 anni di reclusione inflitta a Stasi” sostiene la difesa rappresentata dai legali Giada Bocellari e Antonio De Rensis.  

Per la difesa “pur trattandosi di una pagina triste per la giustizia, conforta la capacità della giustizia stessa di rimediare. Ora però si auspica che vengano accertate anche tutte le responsabilità, perché quanto accaduto a Stasi non possa e non debba mai più ripetersi”. 

 

Se la Procura di Pavia si concentra sulla ricerca di eventuali responsabilità penali, questo elemento fornisce un assist per l’eventuale revisione del processo Stasi a cui lavora da mesi la difesa del condannato. E questa novità finirà anche sul tavolo della procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, a cui non è stata formalizzata nessuna richiesta finalizzata alla proposta di revisione, ma “è stata e sarà tenuta informata – spiega il procuratore di Pavia Fabio Napoleone – in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse”. 

 

 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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