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Bilancio, clima e tensioni globali, è scontro tra Europarlamento e Consiglio: chi paga il conto?

today16/10/2026 - 15:40 6

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Data di pubblicazione: 16/10/2026 alle 15:40

(Adnkronos) – Bilancio dell’Unione europea per il 2027, Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, la conferenza sul clima COP31, la crisi nello Yemen e la politica estera, la tutela dell’ambiente e la tenuta dei fondi di coesione destinati ai territori. Sono questi i temi al centro del serrato confronto che ha visto oggi protagonisti, nello spazio “Esperienza Europa – David Sassoli” a Piazza Venezia a Roma, quattro eurodeputati italiani in rappresentanza delle principali forze politiche europee: Giuseppe Lupo per i Socialisti e Democratici (Pd), Paolo Borchia per i Patrioti per l’Europa (Lega), Francesco Torselli per i Conservatori e Riformisti Europei (Fratelli d’Italia) e Pasquale Tridico per la Sinistra (Movimento 5 Stelle). La discussione si svolge in un momento politico decisivo, giungendo all’indomani del primo giorno del vertice del Consiglio europeo a Bruxelles – conclusosi con un’intesa sulla necessità di rafforzare la competitività europea, contenere i prezzi energetici e ridurre gli oneri burocratici per le imprese – e guardando alla prossima sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. In quest’ultimo appuntamento si affronteranno dossier caldi e l’assegnazione del Premio Sakharov 2026, la risposta alle incursioni dei droni russi, le sanzioni statunitensi alla Corte Penale Internazionale, il potenziamento di Erasmus+ e la difesa dei diritti dei passeggeri. 

Sui fondi europei si consuma lo scontro più acceso tra le forze politiche italiane, divise tra l’esigenza di rigore fiscale e la tutela degli investimenti regionali. Al centro del dibattito c’è sia la manovra finanziaria per il 2027, fase conclusiva dell’attuale ciclo di programmazione, sia la trattativa sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Giuseppe Lupo (S&D-Pd) ha bocciato le proposte di taglio avanzate dalla presidenza di turno del Consiglio, definendole “inadeguate rispetto alle necessità vere dell’Unione”. L’esponente dem ha espresso forte contrarietà all’ipotesi di “ridurre gli stanziamenti di 1 miliardo di euro in impegni e di 501,8 milioni in pagamenti”, rilanciando la proposta del Parlamento di aggiungere “17 miliardi di euro per sostenere la ricerca con Horizon Europe, la mobilità giovanile di Erasmus e i trasporti, oltre a richiedere 150 miliardi per il Fondo Sociale Europeo”. Lupo ha inoltre evidenziato l’impegno comune per attivare 74,9 milioni di euro dal Fondo di Solidarietà Ue a ristoro dei danni causati dal recente ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria. 

Sul fronte opposto, Paolo Borchia (PfE-Lega) ha invitato a guardare al bilancio europeo con il pragmatismo del contribuente. Ricordando che l’Italia figura tra i contributori netti alle casse di Bruxelles, Borchia ha sottolineato che ogni aumento della spesa comunitaria rischia di gravare sulle casse del nostro Paese. A suo avviso, prima di chiedere nuove risorse occorre combattere le inefficienze e le sacche di spesa improduttiva già segnalate dalla Corte dei conti europea, generando un risparmio netto che tornerebbe a beneficio diretto delle finanze pubbliche italiane. 

Nel confronto si inseriscono anche le divergenze all’interno della maggioranza di governo italiana, richiamate da Francesco Torselli (Ecr-FdI). Torselli ha descritto la spaccatura in atto a Bruxelles tra i paesi “frugali” e il fronte dei “Paesi amici della coesione”, guidato da Italia e Romania. Ricordando che il bilancio pluriennale garantisce all’Italia circa 135 miliardi di euro, di cui 96 destinati al Mezzogiorno, Torselli ha difeso la necessità di salvaguardare le opere già avviate da regioni ed enti locali, proteggendo la coesione e l’agricoltura senza però rinunciare ai nuovi investimenti strategici in difesa e sicurezza. 

Da parte sua, Pasquale Tridico (The Left-M5S) ha denunciato il rischio di tagli complessivi fino a 140 miliardi di euro a danno di agricoltori, trasporti e pesca, annunciando un fronte comune con i presidenti delle regioni italiane per opporsi alle riduzioni. Tridico ha presentato due emendamenti promossi dal M5S: l’istituzione di un fondo da 500 milioni di euro per la diplomazia di pace e un fondo pilota da 5 milioni di euro destinato a supportare i lavoratori nella creazione di cooperative durante le crisi aziendali. Infine, Tridico ha anticipato il voto contrario del suo gruppo sul “discarico del Consiglio”, motivandolo con la mancanza di trasparenza dell’organo di governo comunitario e con un reiterato conflitto istituzionale nei confronti dell’Eurocamera. 

La transizione ecologica e le prospettive della conferenza Onu sul clima Cop31 evidenziano visioni contrapposte su come coniugare la tutela dell’ambiente con la competitività del sistema produttivo. Borchia (PfE-Lega) ha avvertito contro il rischio di un isolamento ideologico dell’Europa, ricordando che l’Unione europea è responsabile solo del 6% delle emissioni globali. L’eurodeputato leghista ha affermato che “far diventare l’Europa una Ztl non credo migliori le condizioni climatiche o fermi le bombe d’acqua” se i grandi Paesi inquinatori mondiali non dimostreranno la stessa sensibilità, sottolineando l’esigenza di risposte basate sui dati e sulla prevenzione. 

In sintonia con questa impostazione, Torselli (Ecr-FdI) ha criticato l’approccio ideologico perseguito dal 1995 nelle conferenze sul clima, denunciando l’assenza di neutralità tecnologica e il mancato dialogo su un ricordo all’energia nucleare. Torselli ha portato l’esempio del distretto tessile di Prato, mettendo a confronto gli stringenti vincoli ambientali europei con l’assenza di regole nei distretti industriali cinesi, un divario che rischia di guidare l’Europa verso una deindustrializzazione senza precedenti se le norme non verranno imposte anche all’esterno dell’Unione. 

Di avviso contrario è Tridico (The Left-M5S), che ha richiamato i picchi di temperatura record registrati per oltre un mese perfino nel Nord Europa per sottolineare la gravità della crisi planetaria. Tridico ha sostenuto che la Cop31 rischia di fallire se continuerà a seguire il “mantra del fossile” e della “mercificazione” senza imporre tasse adeguate alle multinazionali petrolifere. Sul fronte dei rimborsi territoriali, Lupo (S&D-Pd) ha evidenziato come l’impegno unitario dei parlamentari europei abbia consentito di sbloccare i fondi di solidarietà per riparare i danni del ciclone Harry al Sud. 

L’instabilità internazionale, con particolare riferimento agli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e alle rotte marittime dello Yemen (Canale di Suez e Bab el-Mandeb), rappresenta un’ulteriore emergenza per l’economia e la sicurezza europea. Torselli (Ecr-FdI) ha ricordato la centralità di quel canale di navigazione per l’Italia, evidenziando che attraverso lo stretto transita circa il 40% del commercio dei prodotti nazionali. 

Le ricette politiche per superare la frammentazione dell’azione esterna europea appaiono tuttavia divergenti. Lupo (S&D-Pd) ha caldeggiato un deciso avanzamento verso gli Stati Uniti d’Europa, affermando che l’Unione potrà parlare con una sola voce sui conflitti mondiali soltanto se gli Stati membri accetteranno di “cedere quota della propria sovranità nazionale in materia di politica estera”. Al contrario, Borchia (PfE-Lega) si è mostrato scettico rispetto a questa prospettiva, evidenziando come la marcata contrapposizione di interessi nazionali tra i 27 Paesi renda nei fatti estremamente complesso raggiungere una posizione unitaria. 

Tridico (The Left-M5S) ha infine richiamato l’attenzione sulle sanzioni statunitensi contro la Corte Penale Internazionale, sottolineando che la vera difesa delle istituzioni europee passa attraverso il rafforzamento della sovranità monetaria e la rapida introduzione dell’Euro digitale, strumenti indispensabili per proteggere l’Unione da ingerenze esterne. 

Il dibattito svolto nella capitale italiana riflette fedelmente i dossier attualmente sul tavolo delle istituzioni comunitarie. La prima giornata del Consiglio europeo di Bruxelles si è chiusa con conclusioni incentrate sulla promozione della competitività, l’attuazione dell’agenda per il mercato unico e il taglio della burocrazia per le piccole e medie imprese. Per fronteggiare il rialzo dei prezzi dell’energia e tutelare le filiere industriali, i leader europei hanno accolto con favore le proposte di proroga del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, le misure di flessibilità sui mercati del carbonio e il rinvio di alcuni obblighi del Regolamento Metano, ribadendo inoltre la valenza geostrategica dell’allargamento e il sostegno al percorso di adesione del Montenegro. 

Tutti questi temi si sposteranno la prossima settimana all’Eurocamera durante la sessione plenaria di Strasburgo, dove la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa riferiranno ai deputati sui dettagli del vertice. La tornata parlamentare vedrà l’annuncio del vincitore del Premio Sakharov 2026, lo svolgimento di votazioni cruciali sulla risposta alle incursioni dei droni russi nel territorio Ue, la discussione sugli attacchi Houthi nello Yemen e il voto per il rafforzamento delle risorse del programma Erasmus+ per il ciclo 2028-2034. 

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Scritto da: News News

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