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Non solo Marracash, da Ghali a Kid Yugi: la voce dei rapper contro gli scontri a Milano

today20/10/2026 - 11:58 5

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Data di pubblicazione: 20/10/2026 alle 11:58

(Adnkronos) – Da Marracash a Kid Yugi, passando per Ghali. Nelle ultime ore anche il mondo del rap ha rotto il silenzio sugli scontri e sugli episodi di violenza che si sono consumati nel weekend nelle principali città d’Italia. Attraverso i social, gli artisti hanno voluto dare voce alle vittime del sistema, a tutto ciò che spesso denunciano attraverso i testi delle loro canzoni. A creare ampio dibattito è stato, in particolare, Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash, finito al centro delle polemiche per aver scritto: “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”. Parole che gli utenti hanno decifrato come una sorta di incitamento alla violenza, dando vita a un acceso confronti nei commenti.  

Il rapper della Barona ha chiarito la sua posizione respingendo le accuse di chi lo ha criticato: “A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni”, scrive denunciando la violenza che “va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale. Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente”, conclude il rapper, “esistono molte forme di violenza”.  

Anche Ghali ha scelto i social per esprimere la propria vicinanza a chi scende in piazza: “A quelli che hanno il coraggio di affrontare discorsi scomodi e a chi, nel silenzio, cerca la pace con sé stesso. Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti. La libertà di pensiero e d’animo è l’unica libertà di cui possiamo disporre in questa vita”.  

“Puntano il dito contro la violenza delle manifestazioni per delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona”, scrive Sayf che critica chi si attacca solo agli episodi del weekend. “La violenza delle manifestazioni non è e non sarà mai paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone”, aggiunge. Poi aggiunge: “Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto”. Sayf entra poi nel merito delle proteste al Sud puntando il dito contro il silenzio dei media: “Vorrei che vi indignaste per il fatto che nessuno di noi ha più un futuro, per il fatto che l’1% della popolazione ha in mano il 99% delle ricchezze del mondo, o per il fatto che c’è un genocidio in atto nel nostro stesso condiviso mar mediterraneo, come vi indignate per delle vetrine rotte”. A condividere la sua rabbia anche Kid Yugi, che appena rientrato a Massafra, in Puglia ha raccontato le conseguenze delle proteste di autotrasportatori, che manifestano contro il caro carburante. Strade bloccate, supermercati vuoti e distributori senza carburante, “file interminabili di camionisti e agricoltori che chiedevano in ginocchio tutele che gli son state negate e la dignità di cui sono stati privati”. 

Anche Kid Yugi si è unito alla denuncia sul silenzio dei telegiornali e delle istituzioni su quello che accade al Sud. “La mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il meridione non merita questo. Però so che prima o poi scoprirete cosa meritate voi, e sarà troppo tardi per fare ammenda”.  

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cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: News News

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