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Data di pubblicazione: 22/10/2026 alle 13:55
(Adnkronos) –
Scintille tra Carlo Calenda e Italia viva. Al centro dello scontro, una telefonata tra l’attuale leader di Azione e Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, e Vladimir Putin nel periodo del referendum sulla Brexit. “Confermo parola per parola quanto detto al Corriere sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora Ministro dell’Industria russo. Fatto peraltro già raccontato in mille interviste e scritto in un mio libro. Peraltro di telefonate del genere resta traccia alla segreteria di Chigi ed è facile verificare”, scrive Calenda su X. “Probabilmente Renzi , che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina, faceva parte del Cda di una società russa, non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi”, aggiunge.
“Le frasi lunari di Calenda per il quale lui e Renzi chiamarono insieme Putin per chiedergli conto del referendum inglese non sono semplicemente fakenews. Costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione che inventa un passato che non è mai esistito, sognando un futuro che non ci sarà mai. I mitomani che non potendo scrivere il futuro reinventano il passato non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”, la replica dell’ufficio stampa di Italia Viva.
“Ricordiamo Calenda in Russia molto attivo al vertice di San Pietroburgo del 2016 per spingere i rapporti Italia-Russia. Ricordiamo Calenda molto attivo nel 2022 a dire – dopo l’invasione russa – che l’Ucraina sarebbe dovuta rimanere fuori dall’Unione Europea. Non ricordiamo un suo particolare impegno sul tema delle oggettive influenze russe nei referendum del 2016. La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe e di Russia Today fu effettuata dal solo Renzi che si trovava in quel momento nella sua casa di Pontassieve e avvenne dopo la grande manifestazione di Piazza del Popolo del comitato per il sì”, la ricostruzione dell’ufficio stampa. “Ovviamente Calenda non c’era ma venne a conoscenza come gli altri ministri dal racconto dell’allora premier: mai Calenda si è rivolto direttamente a Putin per parlargli di libertà di stampa. Il fatto che il mitomane confermi senza riferimento a fatti precisi ma citando come fonte un suo libro è indicativo di questo tratto della personalità”.
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Scritto da: News News
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